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Nello Rega, i proventi del libro
per Oratorio Salesiano in Libano

Basilicata

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I proventi di «Diversi e divisi», il libro scritto nel 2009 dal giornalista Rai Nello Rega (edizioni Terre del Sole) e da Raffaele Gerardi – sulla storia d’amore tra un cristiano e una musulmana – saranno utilizzati per acquistare attrezzature multimediali, sportive e didattiche da donare all’oratorio salesiano di Jbeil, centro libanese a nord di Beirut. È quanto previsto da un progetto umanitario organizzato dall’autore in collaborazione con i club Panathlon, e presentato stamani, a Potenza, nel corso di un incontro con i giornalisti a cui ha partecipato Rega, il presidente e il past-president del Panathlon, Nicola Cerverizzo e Mimmo Damiano. Il progetto è stato ideato nel 2009, e condiviso da una decina di club dell’Italia meridionale: il libro di Rega è stato presentato in circa 150 città negli ultimi 30 mesi, le attrezzature saranno acquistate direttamente in Libano nelle prossime settimane, «per favorire ancora di più l’economia locale – ha spiegato il giornalista – per un iniziativa che prevede una spesa di migliaia di euro». La scelta del centro salesiano, ha aggiunto Rega, «non è in alcun modo religiosa, ma simbolica, perchè in quell'oratorio giocano insieme bambini musulmani e cristiani, nello spirito salesiano e del mio libro». Si tratta di un progetto «molto importante – hanno detto Cerverizzo e Damiano – che prosegue il percorso di solidarietà che nel gioco unisce le diversità». Rega ha inoltre annunciato l’intenzione di costituire un movimento per la difesa delle donne, in particolare quelle che subiscono violenze legate alla religione, auspicando l'approvazione di una legge che in Italia possa vietare il Burqa e il Niquab, «non previsti dal Corano». Il giornalista ha ottenuto lo scorso gennaio una scorta per minacce ricevute in seguito alla pubblicazione del libro: «Non ho mai detto che di essere vittima dell’integralismo islamico – ha specificato Rega - ma mi sono limitato a leggere le rivendicazioni dopo il ritrovamento dei proiettili, rivendicazioni per altro mai smentite da Hezbollah, che pure ha rappresentanti in Italia. Mi auguro che la giustizia possa fermare chi ha commesso questi atti e dare risposte celeri ai cittadini».

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