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Rifiuti, proteste a Scalea
ieri l'incontro sul sito di Cassano Jonio

Basilicata

A Scalea ieri, cassonetti rovesciati in segno di protesta. Intanto alla prefettura di Cosenza si discuteva del sito di Cassano Jonio

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Una protesta scaturita dall'esasperazione per la presenza di sacchi di rifiuti per strada, quella inscenata ieri da un gruppo di abitanti di Scalea e di alcuni turisti che hanno rovesciato per strada alcuni cassonetti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la polizia che hanno riportato la calma.
La situazione, comunque, resta difficile, con sacchi di immondizia abbandonati ai lati dei cassonetti e in particolare a Scalea, centro turistico che nel periodo estivo, a causa della presenza di villeggianti, produce giornalmente una tonnellata di rifiuti. Un quantitativo troppo elevato per essere conferito nella discarica di Pianopoli. Negli ultimi giorni il commissario per l’emergenza ambientale aveva disposto, in via temporanea, il conferimento nella discarica di Cassano allo Ionio, poi sospeso per la protesta degli abitanti della zona.
E intanto, sempre nella giornata di ieri si è tenuto alla Prefettura di Cosenza, un incontro fissato già il 12 agosto scorso, su richiesta del sindaco di Cassano Ionio, Gianluca Gallo, al quale hanno preso parte anche il vice prefetto vicario Massimo Mariani, il Commissario delegato per l’emergenza ambientale, generale Graziano Melandri e i rappresentanti della società «Femotet», gestrice della discarica controllata di contrada Silva.
Dopo l'incontro è stato deciso lo "stop" ai conferimenti dai paesi dell’alto Ionio e dell’alto Tirreno nel giro di tre giorni, ma anche maggiori controlli sulla tipologia della spazzatura stoccata e soprattutto porte chiuse all’ipotesi di un ampliamento dell’impianto di una nuova buca dopo il suo esaurimento.
Il sindaco di Cassano, Gallo, ha commentato: «in accoglimento delle nostre istanze, sono state individuate regole chiare per l’utilizzo della discarica cittadina». Il primo cittadino entra nei dettagli: «Da sabato cesseranno i conferimenti di rifiuti provenienti dai centri dell’alto Ionio. Entro il 22, poi, lo stop riguarderà i comuni dell’alto Tirreno, e per l’avvenire si tornerà ai livelli del passato, autorizzando lo sversamento dei pochi comuni del comprensorio che già ai tempi dell’esistenza della terza buca avevano accesso ad essa. E ciò sia in ossequio al principio di solidarietà, ma anche nel rispetto delle intese definite con l'Ufficio del Commissario e, soprattutto, per evitare una chiusura anticipata dell’impianto rispetto ai cinque anni preventivati».
La Femotet ha invece offerto rassicurazioni sull'esatto adempimento del capitolato d’appalto sottoscritto con il Comune, garantendo comunque maggiori controlli sui rifiuti stoccati in contrada Silva, mentre l’Ufficio del Commissario ha smentito l’esistenza di programmi di ampliamento della discarica e la volontà di procedere alla realizzazione di una nuova buca dopo la saturazione di quella attualmente in uso».

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