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Preside investito e ucciso a Gioia Tauro
Il giovane 19enne: «Voglio incontrare i Nasso»

Basilicata

La famiglia della vittima: «Prima deve capire ciò che ha causato e riflettere». La Richiesta disperata del giovane che ha travolto con l’auto il dirigente scolastico

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E’ ancora sotto shock il giovane di appena 19 anni che quella maledetta sera, ha investito una persona uccidendola. Giuseppe Guerrazzi è il responsabile della morte di Vincenzo Nasso, il preside del liceo di Cittanova rimasto ucciso a seguito dell’impatto con l’autovettura guidata dal 19enne lungo la statale 111. Ieri ha parlato il legale di famiglia, l’avvocato Antonello Romeo: «Non corrisponde affatto al vero la circostanza secondo cui Giuseppe non si è nemmeno reso conto di quanto accaduto – ha puntualizzato Romeo – Al contrario. Dopo essersi distratto mentre, guidando, cercava di abbassare il tettuccio della sua auto, ha sentito un colpo e ha subito capito che non poteva aver investito una pianta. E’ stata una frazione di secondo. Non ha avuto né la forza né la freddezza di fermarsi e, in preda al panico, ha proseguito. Non dimentichiamo che ha solo 19 anni. Tornato a casa, si è chiuso in camera sua in stato confusionale ed emotivamente provato. Sono stati i genitori l’indomani mattina a rendersi conto che qualcosa nel ragazzo non andava e a capire successivamente che aveva causato l’incidente mortale costato la vita al povero preside Nasso. È stato Giuseppe stesso, messo sotto torchio, a raccontare la verità e a manifestare subito pentimento e intenzione di consegnarsi alla polizia, d’accordo con la famiglia». L’avvocato Romeo ha spiegato che il ritardo nella costituzione alla Polizia Stradale di Palmi da parte del responsabile dell’incidente, è dovuto solo al fatto che «la famiglia Guerrazzi voleva farsi accompagnare da me ma è riuscita a contattarmi soltanto lunedì pomeriggio». Martedì, alle 9 di mattina, infatti, Giuseppe Guerrazzi si è presentato puntualmente a Palmi per pagare il suo conto con la giustizia. «Non è stata la prospettiva di essere identificato con le riprese video a convincere Giuseppe a costituirsi – ha chiarito ancora il suo legale – fin dal primo momento il ragazzo ha capito il tragico errore commesso, arrivando al punto da minacciare di uccidersi per il peso che gli premeva sulla coscienza. Dopo 4 giorni è ancora shockato infatti, e ha quasi smesso di parlare. Si è rinchiuso in sé stesso e probabilmente, solo incontrando i familiari del professor Nasso, potrà, in qualche modo, metabolizzare la tragedia che ha causato. Ha già detto di volerli incontrare per chiedere loro perdono ed io mi sono già attivato in tal senso». Romeo non ha mancato di sottolineare che il suo assistito «è un ragazzo perbene, di buona famiglia, che non beve e non commette bravate. Gli stessi verbali – ha aggiunto – dicono che viaggiava ad una velocità di massimo 80-90 km all’ora. Purtroppo il caso ha voluto che, per una fatale distrazione, impattasse con il professor Nasso che in quel momento si trovava sulla banchina della Statale 111».
Intanto però, alla richiesta del giovane di poter parlare con i familiari della vittima, è arrivata la risposta della famiglia Nasso, per la quale non è tempo ancora d’incontrare Giuseppe Guerrazzi. «Nessun rifiuto aprioristico - dicono i figli Miriam e Giuseppe, seguiti dai legali Formica e Saccomanno - ma questo è il momento di elaborare il dolore, nostro e anche di chi ha investito nostro padre». Per ora quindi la volontà del 19enne di incontrare i Nasso difficilmente si potrà realizzare, anche se nessuna porta viene chiusa. «Vorremmo capisse il valore della vita - aggiungono - nessun sentimento di rivalsa da parte nostra ma prima di parlare di qualsiasi cosa, ci vorrebbe una riflessione seria su quanto accaduto e sulle conseguenze che sono scaturite, poi si vedrà».

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