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Sanità. Belvedere Marittimo
chiarezza sulla clinica Tricarico

Basilicata

C’è discordanza fra le cifre fornite dal senatore Musi e quelle dei sindaci del Tirreno. Il Comitato di lotta dei lavoratori chiede l’intervento di Scopelliti

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Poca chiarezza sulla vicenda legata alla Casa di cura Rosano Tricarico di Belvedere Marittimo e sulle presunte o reali somme che l'istituto avanza dalla Regione per i servizi già resi negli anni passati. Ciò che è certo, è che i lavoratori attendono il pagamento di varie e mensilità e, nonostante tutto, continuano a prestare la loro opera. E proprio su questi dati che, negli ultimi mesi provengono più dal mondo politico che da quello istituzionale, il “Comitato di lotta” della clinica Tricarico chiede maggior chiarezza ed un intervento istituzionale. «E’ ora che il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, anche nella sua veste di commissario straordinario per la sanità, e l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, intervengano per chiarire la situazione della casa di cura “Tricarico-Rosano” di Belvedere Marittimo, i cui dipendenti non percepiscono lo stipendio praticamente da oltre un anno. Come lavoratori – si legge nella nota - ci appelliamo al governatore affinché pronunci una parola definitiva. In questi giorni assistiamo a difese d’ufficio della proprietà da parte di figure istituzionali, come i sindaci del comprensorio, che dovrebbero prendere le parti dei lavoratori e che invece non hanno speso una sola parola a favore di questi ultimi». Ci sono delle versioni contrastanti fra quanto riferito dal senatore Musi e quanto sostenuto in una nota dei sindaci di quattro centri: Belvedere, Diamante, Sangineto e Bonifati. «Si continua ad accusare la Regione – continua la nota dei lavoratori della Casa di cura - di non aver pagato quanto dovuto alla clinica, ma le delibere parlano chiaro: nel 2010 la casa di cura Tricarico ha ricevuto praticamente tutto quanto le era dovuto. A fronte di ciò, nello stesso periodo, sono stati corrisposti ai lavoratori solo quattro stipendi. La proprietà continua a lamentare il mancato pagamento, da parte dell’azienda sanitaria, di circa sette milioni di euro relativi al servizio di pronto soccorso degli ultimi cinque anni, ben sapendo che quelle somme non sono dovute essendo riferite a prestazioni fuori budget o non convenzionate. I pagamenti alla “Tricarico” – secondo il comitato di lotta - sono in linea con quelli corrisposti alle altre case di cura della zona. Inoltre, nel mese di giugno sono stati versati alla clinica un milione 800mila euro, a fronte dei quali sono stati pagati appena due stipendi. Sarebbe bastato stornare un piccola parte di questa somma per pagare almeno una parte degli arretrati ai lavoratori. I difensori d’ufficio della proprietà, inoltre, sanno bene che degli ulteriori fondi attesi per settembre ai lavoratori non andrà neanche un centesimo, perchè si è concordato di destinarli ad una società di factoring che, con procedure non del tutto chiare, dovrebbe erogare ulteriori crediti ad una società già indebitata. Ringraziamo quelle figure istituzionali, come il senatore Adriano Musi del Pd, che nei giorni scorsi sono intervenuti a sostegno dei lavoratori, invocando quei chiarimenti che tardano ad essere forniti. E’ in gioco il futuro di 200 famiglie e di una struttura, per la quale siamo orgogliosi di lavorare, che è un riferimento insostituibile per tutto il Tirreno cosentino. Ci appelliamo pertanto al presidente Scopelliti affinché intervenga per risolvere la nostra situazione».

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