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Plataci, tenta il suicidio ingerendo veleno
45enne ricoverata all'Annunziata

Basilicata

Le conseguenze di quell'incendio che ha distrutto i terreni di famiglia ha gettato nella disperazione la donna, che ha tentato di togliersi la vita ingerendo del veleno

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È in coma farmacologico nel reparto di rianimazione dell'Annunziata di Cosenza, L.V., 45 anni di Plataci, sposata e madre, che mercoledì ha tentato di togliersi la vita ingerendo del liquido pesticida. A salvarla l'equipe del 118 partita dall'ospedale di Trebisacce con il medico Maria Durso, l'infermiera Patrizia Dursi e l'autista dell'ambulanza, Demetrio Vitteritti. La donna trovata in contrada Todaro di Plataci, ancora in vita è stata intubata con un sondino gastrico per l'aspirazione forzata del liquido pesticida che aveva ingerito. A fare strada all'ambulanza nella contrada isolata, il figlio della donna mentre il marito le è rimasto accanto, invocando aiuto. Ora la donna è ricoverata in prognosi riservata, presso il reparto di rianimazione dell'Annunziata. In tanti si sono chiesti cosa abbia spinto L.V. a compiere un gesto tanto inconsulto quanto dettato dalla disperazione, che ha rischiato di privarla della vita. Tra le ipotesi avanzate la causa ricorrente è il vasto e devastante incendio che nei giorni scorsi ha distrutto colture e boschi tutto intorno a Plataci. In contrada “Todaro”, non è rimasto altro che cenere e la famiglia di L.V. pare abbia perso tutto con l'incendio.

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