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Droga, spaccio di eroina a Cosenza
arrestate otto persone

Basilicata

Le indagini hanno preso avvio dalla morte per overdose di un giovane, Marcello Pettinato, il 3 maggio del 2010

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Otto persone sono state arrestate questa mattina dalla squadra mobile di Cosenza con l’accusa di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti. L’indagine, denominata Due Fiumi, ha preso avvio dalla morte per overdose di un giovane, Marcello Pettinato, il 3 maggio del 2010. Attraverso l’esame del traffico telefonico di Pettinato è stato individutao un gruppo di persone che spacciavano eroina nel centro storico della città, ed in particolare nella zona dello Spirito Santo e di Piazza dei Valdesi e in via Popilia.
Le persone, arrestate in esecuzione di ordinanze emesse dal gip del Tribunale di Cosenza, sono Luigina Borchetta, di 27 anni; Emanuele Lo Polito (35), Ippolito Gaudio(45), Salvatore Algieri (23), Pasquale Ripepi (29) Andrea Bruni (23), Aldo Iulianelli (21), e Franco Mazzei (22).
Secondo le indagini, tra gli assuntori dell'eroina ci sarebbero anche alcuni avvocati del Foro bruzio i quali, per mantenere la riservatezza erano pronti a pagare anche cinque volte di più la sua dose di polvere stupefacente.
Numerose le attività di cessione della droga documentate dai poliziotti, grazie ad appostamenti, anche notturni, e con l’intercettazione di conversazioni telefoniche.
Il consumatore contattava, con una telefonata o un messaggio, il venditore. Una volta ottenuto l’appuntamento avveniva il veloce scambio. Il più delle volte, però, la droga veniva lasciata in luoghi particolari. “Al solito posto”, o sotto un albero, o in un pacchetto di sigarette. Ma anche infilando le dosi nelle fessure di una statua, la statua della Madonnina della villetta della zona di via Chinnici. L’eroina veniva lasciata al posto prefissato e l’acquirente poi passava a ritirarla.
Tutto per la tanto ricercata riservatezza.
Nel corso della conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’indagine, il procuratore aggiunto di Cosenza, Domenico Airoma, ieri in Questura, ha parlato di una vera e propria «novità», quella del «diffuso uso di eroina».
Poi ha tenuto a sottolineare che «tra i consumatori ci sono professionisti che frequentano il tribunale, ma non si tratta di magistrati». Gli avvocati, tra cui anche una donna, avrebbero assunto la droga, anche all’interno dei bagni del Palazzo di giustizia. Infine Domenico Airoma ha precisato che «insieme alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro adesso proseguiremo le indagini per risalire all’eventuale collegamento con un clan criminale cosentino».
Quasi tutti gli acquirenti sentiti dagli investigatori ai fini dell’indagine, infatti, hanno dichiarato di fare uso di eroina ormai da anni. Un 48enne ha ammesso davanti ai poliziotti di bucarsi da 30 anni.

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