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Parentopoli alle Fal, quante ombre

Basilicata

I rappresentanti sindacali aziendali replicano alle dichiarazioni del presidente Colamussi. «Raccomandazioni, non è cambiato molto». Pepe: «Ci sono aspetti oscuri»

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«RACCOMANDAZIONI alla Fal? Cose d’altri tempi». Così il presidente delle Fal, Matteo Colamussi aveva preso le distanze dalla parentopoli del Pdl all’interno delle Appule Lucane raccontata dal Quotidiano della Basilicata. «Dal 2008 abbiamo cambiato registro», aveva replicato alla redazione del giornale, aggiungendo: «Mi sono insediato con motto, “cambia il modo di viaggiare”, è così è stato». Eppure, sono in molti a giurare che in verità all’interno della società a capitale completamente pubblico, le cose non siano cambiate di molto. Anzi, le parole del presidente del Consiglio d’amministrazione, di nomina ministeriale, sono riuscite persino a irritare. Come è accaduto ai rappresentanti aziendali interni di Cgil, Cisl, Usb e Orsa di Bari che hanno sottoscritto un documento per dire la loro sulla vicenda. Una risposta a muso duro alle dichiarazioni di Colamussi. Sì, al neo presidente riconoscono pure il merito di aver di aver perseguito un indiscutibile tentativo di rilancio aziendale. Ma in fatto di gestione del personale non può dirsi altrettanto. Tutt’altro. «Qui vi è una diffusa sensazione che nulla sia cambiato».
«Dal 4 agosto 2008 (data dell'investitura di Colamussi) ne è passata di acqua sotto i ponti e non sempre quest'acqua ci è sembrata limpida e cristallina».
Anzi. Sempre secondo i sindacalisti il suo mandato sarebbe stato aperto con l'assunzione su “chiamata diretta” di alcuni operatori di esercizio. Per arrivare al concorso di fine 2010 per l’assunzione di ausiliari generici, sia in Puglia che in Basilicata.
La selezione viene affidata a una società di lavoro interinale, la “Job Centro Italia spa”, secondo modalità che suscitano alcune perplessità: la prima prova consiste in un test attitudinale che dà direttamente accesso all’orale, senza alcuno sbarramento. Orale - secondo quanto riferito da alcuni concorrenti al Quotidiano - che si sarebbe svolto a porte chiuse. «Non credo che un concorso possa svolgersi a porte chiuse», aveva ribattuto Colamussi. «Anche perché - aveva aggiunto - non ci sono state denunce». Ma intanto i rappresentanti sindacali tornano a incalzare: «Si è trattato di una esperienza all’insegna di “ombre” più che di “luci”». Perché, a esempio, inzialmente l’agenzia alla quale si è affidata l'azienda, ha pubblicato una graduatoria con dei vincitori e successivamente ne ha pubblicato un'altra con altri vincitori? «Forse - scrivono i sindacati - si trattava di candidati più bravi dei precedenti ma, ancora oggi la vicenda rimane un “enigma”». Un fatto è certo: «rispetto alla vecchia graduatoria, ci sarebbero stati candidati che dalle ultime posizioni, con il voto assegnato alla prova orale, sono schizzati ai primi posti nella graduatoria successiva». Per quello stesso concorso, tra i cinque posti assegnati dalle Fal in Basilicata, il primo è andato all’ora sindaco di Oliveto lucano, Garofalo Cipriano, e il quinto a Donato Nolè, parente dell’ingegnere Francesco Nolé che è direttore dell’Ustif, ossia l’ufficio del ministero dei Trasporti che rilascia autorizzazioni ed effettua controlli su tratti e mezzi dei servizi di trasporti. Sua cognata era stata assunta nella stessa azienda qualche anno prima a termine di tirocini formativi finalizzati all’occupazione, anche questi finiti sotto accusa. Ma torniamo al concorso del 2010. Tra i selezionati pugliesi - denunciano i sindacati - ci sarebbe un paesano del presidente Colamussi che nel giro di pochi mesi avrebbe fatto una bella scalata all’interno dell’azienda.
E vicende del tutto analoghe sembrano abbondare anche in Basilicata. A criticare la gestione delle Fal anche il segretario della Cgil Basilicata, Antonio Pepe: «Ci sono degli aspetti oscuri di questa gestione che non ci convincono. Da una parte abbiamo avviato un’indagine degli investimenti effettuati, che fino a questo momento ci sembrano pochi e inadeguati. Ma soprattutto ci convincono poco i metodi di gestione del personale e delle assunzioni. All’interno dell’azienda c’è bisogno di rivedere qualcosa. In primo luogo chiediamo più trasparenza e meritocrazia». Altro che aria nuova, quindi. Per arrivare a viaggiare a bordo delle carrozze delle Fal il metodo sarebbe sempre lo stesso.
Mariateresa Labanca

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