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Sanità, medici di famiglia della Calabria
proclamano stato d'agitazione

Basilicata

La Fimmg della Calabria ha chiesto un incontro con il Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, per definire la vicenda relativa all’invito telematico delle ricette e la stesura del fascicolo ele

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La Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg) della Calabria ha proclamato lo stato di agitazione della categoria ed ha chiesto un incontro con il Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, per definire la vicenda relativa all’invito telematico delle ricette e la stesura del fascicolo elettronico.
Il segretario regionale della Fimmg della Calabria, Giuseppe Varrina, ha evidenziato che «come avevamo previsto già da alcuni mesi, il primo settembre è arrivato ed allo stato la tanto decantata rivoluzione telematica non c'è e non potrà avviarsi, salvo un serio impegno e un coinvolgimento di tutte le categorie interessate e recuperando risorse per il territorio che sono necessarie oltre all’impegno tecnico-organizzativo richiesto, anche al maggiore carico di lavoro professionale».
«All’esordio – prosegue – si era avviata una trattativa sindacale per il rinnovo dell’accordo integrativo regionale in seno al comitato consultivo regionale che inizialmente vedeva la parte pubblica farsi carico di tutte le criticità emerse ma il 10 agosto scorso le già esigue somme previste dal finanziamento di tutto il 'pacchetto informaticò sono venute meno, facendo naufragare una trattativa che all’inizio sembrava nata sotto i migliori auspici. A tutto ciò si aggiungono i forti ritardi delle varie Aziende sanitarie calabresi nella informatizzazione delle altre categorie interessate nell’acquisizione dell’hardware e software utili. In questa situazione e preoccupati delle possibili conseguenze si era chiesto un incontro con il presidente della Regione, Scopelliti, al fine di mettere tutte le carte sul tavolo per addivenire ad una fattiva ed ottimale chiusura di tutti i problemi della vertenza del 'Pacchetto informaticò, che, si ribadisce, non sono solamente economici, ma anche tecnico-organizzativi».
«Ad oggi, quindi, tutta la concertazione necessaria - conclude – a soddisfare le imprescindibili e numerose esigenze tecnico-organizzative e gestionali di tutti i medici prescrittori è allo stallo. In questo contesto nessun medico di medicina generale potrà essere obbligato ad inviare per via telematica i dati della ricetta fino a quando la Regione non avrà ottemperato agli obblighi previsti dall’Accordo collettivo nazionale».

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