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Mazzotta sulla metropolitana:
«Utilizzare il vecchio tracciato»

Basilicata

Le proposte di Alba Mazzotta sulla realizzazione della metropolitana leggera: «Riattivazione delle Stazioni dismesse a nord di Quattromiglia e a sud di Cosenza»

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di TIZIANA ACETO
Le riflessioni e le nuove proposte del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto sulla metropolitana leggera stanno attirando l’interesse dei soggetti gravitanti nell’area urbana. Dopo l’intervento di Cavalcanti, sindaco di Rende arriva anche quello del comune di Montalto Uffugo che da sempre cerca di ritagliarsi un ruolo all’interno dell’area urbana. A inserirsi nel dibattito è Alba Mazzotta, consulente della programmazione nazionale e comunitaria del comune di Montalto. Anche il sindaco Ugo Gravina ha più volte parlato dell’importanza della realizzazione della metropolitana leggera suggerendo di allungarne il percorso. Il sindaco in particolare aveva sottolineato come per lo sviluppo del territori non «basta di certo realizzare il tratto di metropolitana che va da Cosenza all’Unical, vanno eseguiti i raccordi con l’attuale percorso ferroviario e va convertito quest’ultimo in una vera e propria metropolitana di superficie che colleghi l’intera piana di Sibari con Cosenza, in pochi minuti. Non credo proprio che si debbano attendere i tempi biblici della realizzazione dello svincolo autostradale di Settimo, per risolvere il problema del traffico pesante che circola nella zona urbana». L’avvocato Mazzotta in continuità con il pensiero del sindaco Gravina mette in evidenza l’importanza di un progetto più ampio di collegamento dell’area urbana. Prendendo spunto dall’ipotesi di Occhiuto di sfruttare la linea ferroviaria già esistente la consulente spiega come «questa rappresenterebbe una opportunità per sfruttare un tracciato già esistente che rientrerebbe nell’alveo del progetto originario per il quale sono stati prodotti approfonditi studi di fattibilità e sopralluoghi precisi». La Mazzotta entra nei dettagli «si tratterebbe della realizzazione di un sistema di trasporto veloce lungo la strada ferrata esistente, che, mediante la realizzazione di enormi economie di scala, prevedrebbe la riattivazione delle Stazioni dismesse a nord di Quattromiglia e a sud di Cosenza, e che solo attraverso la più contenuta spesa di costruzione di una Stazione di scambio intermodale a Settimo di Montalto Uffugo, dove è già progettato e finanziato dalla Provincia di Cosenza, dall’Unical, e dai comuni di Montalto e Rende, il Ponte di accesso alla Porta nord dell’Università della Calabria, consentirebbe di realizzare un eccellente servizio di trasporto sostenibile di livello regionale». Con questo progetto i collegamenti si allargherebbero ancora di più «Infatti, - dice ancora Alba Mazzotta - essendo Settimo di Montalto anche punto di intersezione con la rete ferroviaria di collegamento col Tirreno, si riuscirebbe a trasferire su questo sistema ferrato, ripeto già esistente, non soltanto il traffico proveniente dall’area nord della provincia di Cosenza ma anche quello proveniente dalla costa tirrenica e diretto all’area metropolitana e universitaria, drenando in tal modo le arterie viarie della ss 19 e della ss 107 oggi intasate ed esauste, soprattutto nei tratti di attraversamento delle zone residenziali». L’avvocato Mazzotta allarga gli orizzonti e spiega come questo progetto rientrerebbe «l’altro Grande Progetto Regionale riguardante la realizzazione delle strutture logistiche del Polo di Gioia Tauro, che prevede interventi di potenziamento delle infrastrutture per lo sviluppo delle attività logistiche attraverso il miglioramento delle relazioni mediante ferrovia secondo un sistema impostato sull'implementazione delle reti e delle relative connessioni intermodali (ferro, gomma, acqua, aria). Attraverso lo stesso percorso infatti sarebbe possibile collegare il Porto di Gioia Tauro e quello di Corigliano da dove le merci potrebbero intraprendere la via transeuropea». Una visione più ampia sulla realizzazione dell’infrastruttura di trasporto dell’area urbana che «aveva come obiettivo - dice ancora la Mazzotta - quello di favorire la connessione delle aree produttive e dei sistemi urbani alle reti principali (immagino non soltanto stradali), le sinergie tra i territori e i nodi logistici e l’accessibilità delle aree periferiche; migliorare i servizi di trasporto a livello regionale e promuovere modalità sostenibili». Il rammarico della Mazzotta è che tale «originario schema progettuale ha subito di recente una rimodulazione economica e pertanto l’opera, per la cui realizzazione è stato già stanziato un finanziamento di 160.000.000,00 di euro, non sarà più quella descritta bensì essa servirà a coprire molto più limitatamente le esigenze di una utenza che si mobilita sulla sola tratta cittadina Cosenza-Rende/Unical». «Dalla realizzazione dell’opera in questione non sembrerebbero perseguiti gli obiettivi prefissati nel progetto originario, - conclude Mazzotta - dal momento che il tipo di tracciato in progetto, non solo vanificherebbe la tanto attesa omogeneizzazione delle antiche divisioni urbane della città di Cosenza, ma non contemplerebbe affatto la necessità di connettere i molteplici sistemi urbani con le annesse aree produttive facenti ormai parte integrante dell’hinterland cosentino la cui natura non industriale ma commerciale, di servizio e di innovazione, ingenera di per sé il diritto ad essere servita da un sistema di trasporto pubblico moderno ed efficiente».

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