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La metro divide Cosenza e Rende

Basilicata

Cavalcanti: «Le scelte vanno fatte nell’interesse di tutto il territorio». Il sindaco d’oltre Campagnano: «Ora c’è solo la riflessione di Occhiuto, ma bisogna decidere insieme»

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di MARIA F. FORTUNATO
Ventiquattro ore dopo la riunione del tavolo tecnico sulla metropolitana leggera di Cosenza si tirano le prime somme. Primo aspetto: da Palazzo dei Bruzi è venuta fuori, in maniera piuttosto netta, la volontà di preservare lo spartitraffico centrale del viale Mancini, zona destinata al verde, ai pedoni e ai ciclisti e che il sindaco Occhiuto vuole potenziare. Le prospettive di Cosenza dunque sarebbero due: o ripensare il sistema di mobilità, sfruttando la linea ferroviaria esistente e abbinandola ad una circolare su gomma, oppure rivedere il tracciato togliendo almeno un binario da viale Mancini per farlo passare da via Roma. Il secondo aspetto riguarda la posizione dei tecnici regionali e dei progettisti: cambiare il tracciato implicherà altri dodici mesi di lavoro sul progetto, tra calcoli, rilievi dei sottoservizi, nuove conferenze dei servizi. Il dipartimento Fondi comunitari sui tempi è particolarmente vigile: insiste sul fatto che i lavori vanno appaltati entro dicembre 2011 e ultimati entro il 2015 per non incorrere nella perdita del finanziamento (160 milioni di euro, recuperati sui fondi Por Fesr) per mancato raggiungimento dei target di spesa. Altri tipi di modifiche, come la mitigazione del rumore, la sicurezza stradale, una diversa progettazione delle stazioni, potrebbero invece essere valutati in sede di gara come proposte migliorative del progetto esecutivo che sarà presentato dagli appaltatori, senza alcuna dilazione di tempi. Questo insomma è il quadro, accennato già nelle scorse settimane e confermato al tavolo convocato ieri. Un quadro però che rischia di far “perdere” la pazienza al Comune di Rende che sul tema della metroleggera interloquirà nei prossimi giorni con il sindaco Occhiuto. «Qui c’è innanzitutto un problema di metodo. Nella riunione tecnica (al quale per il Comune di Rende hanno assistito anche il sindaco Vittorio Cavalcanti e l’assessore Nello Gallo, ndr) si è dovuto prendere atto - dice Cavalcanti - che un tavolo di dirigenti e progettisti è di supporto a quello politico. Mi spiego meglio: è necessario un nuovo quadro, un nuovo input politico - dice Cavalcanti - per “giustificare” la convocazione dei tecnici». In soldoni, spetta alla politica decidere se fare o meno la metropolitana leggera ed è sulla scorta di quanto sceglieranno gli amministratori che i tecnici individueranno le soluzioni. Secondo il sindaco di Rende, insomma, una riunione di sindaci e amministratori sarebbe stata preliminare alla convocazione di esperti e progettisti. «Al momento c’è la riflessione di un solo membro, definiamolo così, del tavolo politico. Su questa devono essere chiamati ad intervenire - continua Cavalcanti - gli altri. Se non c’è a monte una decisione della politica come si fa ad attivare la parte tecnica?». Il sindaco Cavalcanti invita quindi ad una valutazione attenta «con un occhio rivolto non solo alla mobilità di Cosenza». «Quando si assumono scelte di questo genere - insiste - ognuno deve guardare all’intero territorio e inserire le decisioni da prendere in un quadro più ampio che contempli gli interessi degli altri». Come a dire: la metropolitana leggera Cosenza - Rende - Università non è un’opera della sola città dei Bruzi ma dell’area urbana tutta. Delle sorti della metro leggera ora comunque deciderà la politica. Come riferivamo ieri, la convocazione degli amministratori (i Comuni di Cosenza e Rende e la Provincia) tocca all’assessore regionale ai Lavori pubblici Pino Gentile, che ha in capo ora l’iter dell’opera.

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