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Catanzaro, avvocato in manette
per estorsione

Basilicata

Il legale ha intascato 30mila euro per conto di due persone che minacciavano la loro sorella. Cristiano Nuzzi, 45 anni, ai domiciliari per una presunta tangente

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Vittima delle richieste estorsive del fratello e della sorella. Spalleggiati a loro volta da un avvocato che, da ieri, è agli arresti domiciliari. La vicenda emersa ieri dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Sellia Marina anche se ancora sono diversi i contorni da chiarire. Da ieri l'avvocato Cristiano Nuzzi, 45 anni, con studio legale a Soverato, si trova agli arresti domiciliari dopo essere finito in manette. Al centro della presunta estorsione, una commerciante residente a Cropani, R.C., 47 anni, il fratello R.C, 43 anni, e la sorella G.C., 49 anni, con gli ultimi due che dovranno rispondere di estorsione in concorso. I due congiunti avrebbero chiesto alla commerciante del denaro per evitare che potessero divulgare documenti che avrebbero dimostrato l'evasione fiscale compiuta dalla stessa.
Lei, però, ha deciso di rivolgersi ai militari dell'Arma della Compagnia diretta dal capitano Giovanni De Nuzzo, organizzando l'incontro per il pagamento della presunta tangente. I carabinieri, in abiti civili, si sono nascosti tra gli scaffali dell'esercizio commerciale e hanno atteso lo scambio. Nel negozio è entrato, quindi, l'avvocato Nuzzi che ha intascato due assegni dalla commerciante, per l'importo complessivo di quasi trenta mila euro, che erano stati precedentemente fotocopiati dagli investigatori. Sempre secondo quanto trapelato, il legale avrebbe anche rilasciato alla presunta vittima le dichiarazioni firmate dal fratello e dalla sorella che la vicenda relativa ai presunti reati fiscali non sarebbe mai stata resa nota. A quel punto, sono intervenuti i carabinieri che hanno fermato il legale, con gli assegni in tasca, e hanno acquisito le dichiarazioni firmate e la registrazione di quanto avvenuto. Dopo l'arresto l'uomo è stato interrogato e secondo quanto è trapelato, si sarebbe giustificato sostenendo che avrebbe semplicemente seguito per la sua attività professionale una transazione legittima tra i tre congiunti, senza compiere, quindi, alcun reato.

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