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Mare inquinato sul Tirreno Cosentino
Scopelliti svela i motivi

Basilicata

Il presidente della Regione Calabria: «Spegnevano i depuratori di notte e sversavano i liquami in acqua»

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A conferma del fatto che il mare sporco a luglio non era un’invenzione del Quotidiano, ma era causato dai depuratori non funzionanti. A svelarlo ieri il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti intervenendo alla presentazione del rapporto delle Capitanerie di porto calabresi: «Abbiamo controllato costantemente i punti critici – ha detto Scopelliti - ed i controlli eseguiti ci permettono di dire che il nostro mare è fruibile nel 92% dei casi. Questo non significa non tenere conto delle criticità emerse dalla filiera della depurazione, come a Paola, lo scorso 12 luglio, quando i dati ci fecero capire che il depuratore lì non funzionava. Ed allora abbiamo anche scoperto che taluni gestori, per risparmiare energia elettrica, di notte chiudevano l’impianto e scaricavano tutto in mare. Abbiamo constatato anche la presenza di schiuma ed i controlli ci hanno detto che si trattava di mucillagine e non di inquinamento, un fenomeno per noi comunque nuovo che vogliamo affrontare con l’attenzione dovuta».
Passando al rapporto, un lavoro durato «Due anni di ricerche e di confronto di dati su 821 chilometri di coste, sull'ambiente marino, sulle attività dei 117 comuni costieri della Calabria, condensate in seimila pagine, sedicimila fotografie». Il capitano di vascello Vincenzo De Luca ha spiegato che «sono stati censiti 288 relitti, e, allo stato attuale, non vi è traccia di presenza di navi affondate con sostanze pericolose. Peraltro, in collaborazione con l’Arpacal, abbiamo effettuato prove sottocosta senza riscontrare radioattività». Il presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti, ha sottolineato positivamente «l'esito della ricerca, il confronto ed il riscontro delle azioni messe in campo tra istituzioni con diversa responsabilità, ma con l’unico obiettivo di salvaguardare il mare e le coste della Calabria».
Scopelliti, inoltre, ha anticipato alcuni indirizzi di programmazione della Giunta regionale, come «la proposta di potenziare l’offerta di portualità a fini turistici intervenendo su dieci porti, mentre saranno realizzati altri nove scali» e sara sviluppare la crocieristica. La politica – ha detto il presidente – ha l’onere della responsabilità di pianificare le azioni utili per il futuro sviluppo. Noi lo stiamo facendo per Gioia Tauro, lavorando assiduamente con il ministro Matteoli, avendo consapevolezza che in questa fase storica molto dipende dalle nostre capacità e dalle risorse che sapremo mettere in campo».
«E' auspicabile – ha aggiunto Scopelliti – che per speculazioni di natura politica non si verifichino più situazioni come quella di Cetraro, con quella devastante comunicazione secondo cui il mare di quel centro presentava tracce di radioattività. Non era vero, ma tutto è servito per mettere paura ai turisti, con gravissimi danni per gli operatori».
«Nelle prossime settimane – ha concluso il presidente della Giunta regionale – avvieremo interventi per un valore di 28 milioni di euro in 50 dei 117 comuni costieri per contenere i danni della mancata depurazione, un primo passo da cui contiamo di avere efficaci risposte efficaci, anche se molto c'è ancora da fare». Nel corso dell’incontro sono intervenuti il comandante generale della Capitanerie di Porto, ammiraglio Marco Brusco, ed il sottosegretario all’Ambiente, Elio Belcastro, il quale ha dato atto del «grande lavoro svolto dalla Capitaneria e dell’ottimo livello di sinergia emerso tra lo Stato e le sue articolazioni ed i poteri locali» e il presidente del consiglio regionale Francesco Talarico, il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, nel suo indirizzo di saluto, ha sottolineato «l'importanza del documento della Guardia costiera, da cui è possibile trarre utili indicazioni per costruire azioni di governo e politiche di sviluppo del territorio».

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