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Catanzaro, Gip rimette in libertà
l'avvocato arrestato per estorsione

Basilicata

Il professionista era stato arrestato dopo la denuncia di una commerciante. Il gip Di Girolamo: «Non fu estorsione, ma esercizio arbitrario delle proprie ragioni»

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L'avvocato 45enne di Soverato, Cristiano Nuzzi, torna in libertà dopo essere stato sottoposto, nei giorni scorsi, agli arresti domiciliari per estorsione. Accusa che, ieri, è stata riformulata davanti al gip del Tribunale di Catanzaro, Maria Rosaria Di Girolamo, che, dopo aver convalidato l’arresto del professionista eseguito dai carabinieri della Compagnia di Sellia Marina, ha derubricato l’ipotesi del reato di estorsione in quella di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, rimettendolo in libertà. E dunque a fronte della richiesta di applicazione della misura cautelare agli arresti domiciliari avanzata dalla Procura di Catanzaro, ad avere la meglio è stata quella del difensore di fiducia del professionista del soveratese, l'avvocato Salvatore Staiano, il quale, subito dopo l'arresto di Cristiano Nuzzi, aveva già accompagnato quest’ultimo nell'ufficio del procuratore aggiunto Giuseppe Borelli per fargli rendere a «dichiarazioni ampiamente liberatorie».
Peoseguono però gli accertamenti degli inquirenti che, saranno chiamati, ad accertare le reali responsabilità del professionista finito al centro di una presenta estorsione che lo stesso avrebbe compiuto ai danni di una commerciante di Cropani. Nuzzi era stata fermato mentre avrebbe ricevuto alcuni assegni per una somma di 30 mila euro da una commerciante della zona. Secondo l'accusa, la commerciante avrebbe ricevuto una richiesta estorsiva da parte di suo fratello e di sua sorella ed aveva deciso di rivolgersi ai carabinieri. I militari hanno poi assistito alla consegna del denaro ed hanno fermato il legale che si era recato a prendere gli assegni per conto dei suoi assistiti. Ma ci sarebbe di più. Agli atti dell'inchiesta ci sarebbero, infatti, due distinte dichiarazioni: una con la firma di R.C., 43 anni, fratello della commerciante, l'altro con la firma della sorella, G.C., 49 anni, entrambi denunciati per concorso in estorsione. Su quei fogli, inoltre, ci sarebbe anche la firma dello stesso legale. Si tratterebbe dei documenti alla base della presunta estorsione, per i quali i congiunti della commerciante R.C., 47 anni, avrebbero chiesto una somma di denaro perché dimostrerebbero un'evasione fiscale. Una transazione, che, però, non sarebbe stata legale. Una procedura che, in ogni caso, è al vaglio degli inquirenti che lavorano al caso, quindi dei carabinieri della Compagnia di Sellia Marina che hanno tratto in arresto l'uomo e della Procura di Catanzaro, che, nei prossimi giorni saranno chiamati a delineare meglio i contorni dell'intera vicenda.

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