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Luzzi: uccide a colpi di pistola
la sua ex compagna, in un raptus di follia

Basilicata

L’omicidio si è consumato ieri mattina a Luzzi. Dipendente delle Ferrovie ammazza a colpi di pistola la sua ex compagna trentenne

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Sono circa le undici quando Emilio Tolmino, 55 anni di Luzzi, autista delle Ferrovie della Calabria, in preda ad un raptus di follia spara tre colpi mortali all’ex convivente Adriana Natalia Festa, 30, di origini argentine con nazionalità italiana.
L’omicidio si è consumato in un appartamento di via San Francesco di Paola numero 94, nel Rione Alfia, alle porte del centro storico del paese, ubicato al pianterreno e in uso all’assassino, dove la coppia aveva vissuto per un paio di anni. Poi, un mese fa circa, la decisione, da parte di lei pare, di interrompere la relazione; ieri il ritorno in quella casa per riprendersi qualche anello e qualche collana.
Tolmino, separato e padre di due figli, dopo aver ucciso la donna è rimasto sul luogo dell’omicidio; ha telefonato ad un suo amico carabiniere e poi al suo avvocato di fiducia, Luigi Antonio Ippolito, del foro di Cosenza. Proprio l'avvocato giunto per primo ha trovato il portone del palazzo aperto e la porta d’accesso dell’abitazione socchiusa. Poi sono arrivati i carabinieri i quali entrati, hanno trovato il dipendente delle Ferrovie della Calabria seduto a margine del letto, con la testa tra le mani e una pistola calibro 7.65 al suo fianco. Poco distante c’era il corpo senza vita della giovane Adriana. Colpita a morte, è caduta verso il letto pancia in avanti, rimanendo con le ginocchia piegate sul pavimento.
Emilio Tolmino si è così consegnato ai carabinieri che hanno eseguito tutti i controlli del caso, recuperando i bossoli, rilevando le varie tracce ematiche e dattiloscopiche ed effettuando, infine, il classico esame stub. Nel corso di una perquisizione sono stati trovati e posti sotto sequestro, oltre all’arma del delitto, tre fucili da caccia, regolarmente denunciati. Tolmino, infatti, era un appassionato di caccia. Anche la calibro 7.65 era legalmente detenuta. Recuperati pure alcuni abiti, in uso al dipendente Fdc, intrisi di sangue. Pare, infatti, che subito dopo l’omicidio l’uomo si sia cambiato.
L’assassino non aveva precedenti penali. Tutti lo descrivono come una brava persona e pare che lui e la vittima si fossero lasciati senza alcun problema.
Una tragedia scaturita da una relazione intensa, rafforzata dall'amore e dal sentimento paterno che Emilio Tolmino ha sempre riservato per il figlioletto della giovane compagna, Adriana, figlia di luzzesi emigrati in Argentina, arrivata a Luzzi una decina di anni fa mentre era ancora in attesa del figlio per stabilirsi insieme ai genitori. Una donna che per guadagnarsi da vivere, non disdegnava il lavoro da operaia agricola e da addetta alle pulizie domestiche.

L’INTERROGATORIO
E' stato sentito per un paio d'ore dagli inquirenti, Tolmino, il quale ha raccontato che la donna si era recata da lui con lo scopo di salutarlo per l’ultima volta e riprendersi alcuni oggetti d’oro. Pare infatti che Adriana Festa fosse prossima a trasferirsi a Milano, dove vive una sorella, e dove aveva conosciuto un’altra persona: «Non è stata però questa - ha precisato l'uomo - la molla scatenante. Adriana stava cercando con insistenza una catenina d’oro, che le aveva regalato la madre. Non la trovava e ha iniziato a rinfacciarmi che l’avevo presa io. Le ho risposto che l’aveva già presa a luglio, quando ci siamo lasciati.
Ma lei è andata a cercarlanel l’armadio dove c’erano i fucili e la pistola. Abbiamo litigato, poi non so cosa mi è passato per la testa.Ho preso la pistola
e ho sparato. E a dire che in camera da letto eravamo entrati tranquilli e abbracciati...». Dopo l’interrogatorio Emilio Tolmino è stato posto in stato di fermo e tradotto nel carcere “Cosmai” di Cosenza. L'accusa nei suoi confronti è di omicidio aggravato dai futili motivi e premeditato dal fatto che l’uomo aveva la pistola carica. Tra oggi e domani si svolgerà l’udienza di convalida. Sarà eseguita anche un’autopsia sul corpo della povera giovane.

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