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La metro in direzione Savuto

Basilicata

L’ipotesi del collegamento a sud con i Programmi integrati era stata avanzata anche dall’assessore Mancini. I sindaci hanno proposto a Occhiuto di usare i Pisl per prolungare il tragitto

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di MARIA F. FORTUNATO
Dalla nota del sindaco Mario Occhiuto, diramata ieri da Palazzo dei Bruzi, si acquisisce un primo dato: della metropolitana leggera si parla come di un’opera «che da qui a breve vedrà l’inizio dei lavori di realizzazione». Come quest’opera verrà realizzata, e in particolare su quale tracciato, è un nodo che verrà sciolto nei prossimi tavoli regionali. Il sindaco Mario Occhiuto insiste su un punto: che si lasci intatto il viale Mancini. L’alternativa per il percorso interno alla città dei Bruzi, avanzata negli ultimi giorni, prevede l’utilizzo dell’esistente tracciato della ferrovia, da piazza Matteotti a Castiglione Cosentino, con un paio di interventi: l’adeguamento dello scartamento tra la tratta delle Ferrovie Calabro-Lucane e quella delle Ferrovie dello Stato e il prolungamento dei binari da Quattromiglia fino all’Università. Una ipotesi che mercoledì è stata al centro di un incontro tra il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, e una delegazione di primi cittadini della Valle del Savuto rappresentata da Fedele Adamo (Figline Vegliaturo), Silvano Sacchetta (Piane Crati), Raffaele Pirillo (Mangone), Pino Gallo (Rogliano) e Carmelo Caputo (Paterno). «Il confronto, richiesto dalle amministrazioni del Savuto, è stato concentrato - si legge in una nota - sulla possibilità di utilizzare, entro la fine dell’anno in corso, i finanziamenti dei Pisl (Programmi integrati di Sviluppo Locale) per l’eventuale prolungamento della metropolitana leggera che da qui a breve vedrà l’inizio dei lavori di realizzazione. Durante la riunione, è emerso che l’ipotesi di prolungare i servizi dell’opera fino al Comune di Rogliano, porterebbe indubbi vantaggi all’intera area del Savuto, nonché un ulteriore decongestionamento del traffico nella stessa città capoluogo di provincia e una migliore fruibilità dei collegamenti dell’importante infrastruttura pronta a cambiare volto e abitudini dell’esteso perimetro urbano ed extra-urbano bruzio». In questo discorso si inserisce il ragionamento sull’utilizzo del tracciato ferroviario. «Il prolungamento - prosegue la nota - avverrebbe grazie al potenziamento del percorso ferroviario già esistente e andrebbe a rafforzare le attività dell’area industriale presente a Piano Lago, congiunta con il Polo tecnologico e di ricerca della città di Cosenza. Mario Occhiuto ha accolto con favore la proposta dei colleghi del Savuto, apprezzandone l’apertura delle idee e rassicurando sul suo sostegno - continua ancora la nota - per l’applicazione di un disegno lungimirante che andrebbe ad accelerare il tanto auspicato sviluppo a Sud di Cosenza, con il coinvolgimento di un centro storico di nuovo vitale e vissuto. I finanziamenti relativi ai Pisl prevedono un’apposita “Sezione mobilità” che consente di ampliare il progetto principale senza gravare sulle casse dei Comuni». Il collegamento della metro leggera con il Savuto è argomento ricorrente nella discussione sull’opera. La scelta, nel progetto redatto, della tecnologia a scartamento ridotto per i binari non è casuale: più volte in questi anni si è ribadito che in questo modo si agevolava l’interscambio con i treni delle Ferrovie della Calabria provenienti dal Savuto. Una scelta “di prospettiva”, perché il capolinea della metro (nel progetto elaborato dall’Ati Sintagma Metropolitane Milanesi) è all’altezza dei “2 Fiumi”, a qualche metro di distanza dalla stazione di piazza Matteotti. La possibilità di collegare i due tratti è stata presa in considerazione anche dall’assessore al Bilancio della Regione Calabria, Giacomo Mancini. «Già da subito, con l’avvio della metropolitana cosentina, stiamo pensando al suo collegamento con il Savuto - ha dichiarato Mancini pochi giorni fa in un’intervista al “Quotidiano” - che potrà avvenire con un buon uso degli investimenti che attraverso i Pisl abbiamo messo a disposizione delle comunità calabresi».

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