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Metro. Il sindaco di Rende: «Così
non si lavora per l’area urbana»

Basilicata

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«Occhiuto fa bene a portare l’acqua al proprio mulino, purché l’acqua non la tolga agli altri». Il sindaco di Rende, Vittorio Cavalcanti, si dice «molto preoccupato» per la piega che la discussione sulla metropolitana leggera sta prendendo. «L’opera rientra in un grande progetto di sviluppo del territorio e dell’area urbana. In fondo anche la mia candidatura, da cosentino, a Rende rientrava in questa prospettiva di più largo respiro. La lettura dei programmi amministrativi - dice Cavalcanti - mi lasciava in fondo tranquillo: in quello del sindaco Occhiuto la metro leggera era contemplata e non c’erano indicazioni negative». Nelle linee programmatiche di Occhiuto, nel testo che è stato distribuito ai consiglieri comunali nelle ultime settimane di agosto, alla voce “mobilità sostenibile” si legge «intendiamo affiancarci al progetto che sta portando avanti la Regione per la metropolitana leggera (...) Immaginiamo il nostro viale Parco come un corridoio verde servito continuamente da tram non inquinanti e percorso da biciclette, persone che fanno jogging, bambini che giocano...».
Cavalcanti fa riferimento anche all’ultima riunione tecnico - politica di Catanzaro e sbotta: «Non possiamo trovarci ogni giorno di fronte una scelta diversa: prima si dice che la metropolitana leggera deve passare a Cosenza dal centro città e quindi si ipotizza un percorso su via Roma, poi mi trovo davanti una visione diametralmente opposta, con la metro leggera fuori dalla città, sul tracciato della ferrovia». Il sindaco di Rende inserisce la questione in una cornice più ampia: «Qui c’è in ballo la capacità di lavorare per l’area urbana. Occhiuto mi ha detto che non voleva entrare nel merito del percorso rendese. Per me è un approccio sbagliato, è una visione contraria ad una impostazione condivisa delle scelte. A mio avviso lui deve dire la sua sulle questioni che riguardano Rende, così come io prenderò posizione su Cosenza».
Il tavolo di discussione è aperto, in Regione, ma Cavalcanti invita a tenere ben presente la tabella di marcia. «Il rischio di perdere il finanziamento di 160 milioni di euro è concreto ma è un lusso - rimarca Cavalcanti - che non possiamo permetterci. Alla prossima riunione dirò a chiare lettere che dal tavolo bisogna alzarsi con un bel sì o un bel no all’opera. E poi ognuno si assumerà la responsabilità delle proprie posizioni».

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