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Metro. «Tracciato sulla ferrovia? Mai»

Basilicata

Proposta l’Unione dei Comuni dell’area urbana: sarà elaborato uno schema di statuto. I gruppi consiliari del Pd bocciano l’ipotesi di un nuovo percorso su Cosenza

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«Il tracciato ipotizzato da Occhiuto non passerà mai». I gruppi consiliari del Pd di Cosenza e Rende sulla difesa della metropolitana leggera ieri hanni fatto fronte comune. I capigruppo Salvatore Perugini e Sandro Principe hanno bocciato l’ipotesi di una metro che, nella città di Cosenza, sfrutti come percorso la linea ferroviaria. Con un passaggio in più su Rende, dove il Pd è forza di governo. «Finché noi saremo maggioranza a Rende quel tracciato - assicura Principe - non sarà mai approvato. All’Unical si arriverebbe in 10 minuti? Può impiegarci lì la metro anche un secondo, tanto non raccoglierà alcuna utenza».
Per il Pd, insomma, l’opera va appaltata così com’è, «con l’aggiunta di miglioramenti prodromici ad un futuro passaggio dell’opera nel centro città». E tra questi miglioramenti ci sarebbero quelli suggeriti da Rende: la metro che arriva da Cosenza, sale da via Negroni e supera il Campagnano passando da via Panebianco, piuttosto che dall’ultimo lotto di viale Mancini. La posizione assunta dal Comune di Cosenza «mira - ha detto Principe - a far saltare la metro».
«La discussione della metropolitana leggera parte dalla fine degli anni ‘90. Nell’ultimo quinquennio sono stati raggiunti risultati importanti - ha detto Perugini - e la Regione ha già impegnato 4 milioni e mezzo per la progettazione. Loiero aveva inserito l’opera tra i progetti strategici e Scopelliti ha confermato questa scelta, reperendo anche la parte di finanziamento mancante. La giunta regionale ha assunto una serie di impegni: nel suo cronoprogramma aveva previsto anche di bandire le gare entro il 31 luglio. Qui invece c’è una discussione che avanti fuori dalle sedi opportune, quali quelle dei consigli comunali, e senza la condivisione dei partner».
Il tema su cui hanno discusso a lungo ieri i gruppi del Pd, incontrando la stampa, è stato poi anche quello dell’area urbana. Perugini, come aveva già fatto in una intervista al nostro giornale, ha sottolineato che nelle linee programmatiche «non c’è un solo accenno all’area urbana». Il centrodestra «su questo tema - ha aggiunto Principe - non dice una parola, mentre nel passato e nel presente il centrosinistra ha fatto scelte che andavano in questa direzione». La proposta dei gruppi del Pd, che sarà presentata come schema di statuto e verrà redatta dal vicepresidente dell’Anci Salvatore Perugini, è quella di una Unione dei Comuni. «È un’utile sperimentazione in vista della città unica - ha detto Perugini - ed è anche un tema all’ordine del giorno della politica nazionale». Il tempismo della proposta, da questo punto di vista, è stato perfetto: ieri il Consiglio dei Ministri ha licenziato lo schema di disegno di legge costituzionale che modifica il titolo V. Cancellando le Province, il testo prevede che con legge regionale si possano istituire sul territorio della Regione stessa forme di associazioni fra comuni per il governo di area vasta.
In conferenza stampa si è parlato anche di rifiuti. «La provincia - ha detto Principe - è all’emergenza come Napoli. Servono impianti: i tecnici studieranno le scelte più opportune. Ricordo però che il passato consiglio regionale votò la sospensione del raddoppio di Gioia Tauro. Chiese al Consiglio di Stato un parere sul trasferimento dell’opera nella Calabria nord e, davanti ad un parere orale favorale, si strinse un accordo con la Provincia e il comune di San Lorenzo del Vallo. Che fine ha fatto quell’accordo? La questione del combustibile si risolve: Campania e Puglia mandano i loro rifiuti fuori».

m. f. f.

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