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La prima volta di Ded Dorides

Basilicata

Il consiglio comunale di Potenza simbolicamente convocato all'interno del San Carlo. Il ruolo centrale dell'ospedale, l'impegno al risparmio

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POTENZA - Il tavolo delle nomine regionali sembra scricchiolare un po’. Le anticipazioni sui nomi in pole, per ricoprire alcuni ambiti incarichi negli enti di diramazione regionale, diffuse dal Quotidiano della Basilicata, sembrano aver creato scompiglio negli ambienti al lavoro su quella complessa scacchiera, che sul breve termine guarda alla Sel (in pole il sindaco di Pignola, Ignazio Petrone), ad Acquedotto lucano (il defilippiano Dino Donnoli come presidente, mentre Gerardo Marotta dovrebbe restare fermo nel ruolo di direttore) e Sviluppo Basilicata, dove pare le banche abbiano dato il via libera alla riconferma di Raffaele Ricciuti. Ma è inevitabile che in tempi di discussione sul chi-deve-andare-dove, l’orizzonte possa allargarsi fino alle prossime candidature. Gli equilibri sono sottili e non è chiaro se la discussione aperta sulle scelte possa aggrovigliarsi ancora di più o costringere tutti ad un’accelerata (si chiuda, punto), come pare abbia chiesto persino un paziente mediatore, quale è il capogruppo del Pd a viale Verrastro, Vincenzo Viti. Proprio Viti ieri ha convocato i suoi a una riunione di gruppo consiliare che, inevitabilmente, ha fatto i conti con il capitolo nomine. Con tanto di siparietto tra il governatore De Filippo e il presidente del consiglio regionale, Vincenzo Folino, che qualche tempo fa aveva pubblicamente spiegato di non occuparsi di nomine. Pare che i colleghi, pur di non intromettersi nella diatriba sulla titolarità di un simile onere, abbiano proposto di lasciare la stanza. Ma non sono bastate le battute a stemperare un clima che non è del tutto sereno. Non è un caso se il consigliere regionale Marcello Pittella, alcuni giorni fa, in una nota, ha sollevato alcuni temi e fatto notare, di conseguenza, che forse non tutto scorre così bene. Nel corso della riunione di gruppo, a cui ha partecipato anche il segretario del partito, Roberto Speranza, ieri, molto tempo è stato speso sul punto “Agrobios”. Non sfugge in casa Pd la contraddizione di un presidente dell’ente, il sindaco democratico di Matera Salvatore Adduce, che fa partire la cigo per i lavoratori, mentre altri esponenti di partito, come i consiglieri regionali Santochirico e D’Alessandro, chiedono di ritirarla. Con la Regione che resta azionista di maggioranza dell’ente di ricerca e che ieri, tramite De Filippo, ha rassicurato sull’impegno «al più rapido superamento della cigo». Il Pd si prepara poi ad affrontare anche due importanti riunioni di consiglio regionale su statuto e risorse idriche, per cui va dipanata la «querelle» con la Regione Puglia sugli investimenti per l’ampliamento del sistema di adduzione del Sinni. Basterà qualche giorno per chiudere il quadro complessivo? Eppure c’è chi una soluzione semplificativa dice di averla già pronta. Il provocatorio segretario della Dc lucana, Giuseppe Potenza, chiede conto delle nomine in vista: «Un banco di prova per il governatore “insignito” come il “più fedele cattolico amministratore”, in tempi di nuova stagione per i cattolici in politica». Poco convinto che sia giusto lasciare tanto potere di imprimatur alle banche, e sicuro che i nomi in circolazione per Sel e Aql siano frutto dei «soliti organigrammi», Potenza suggerisce di istituire albi settoriali di professionisti a cui attingere in tempi di nomine. Forse si arriverebbe alle quadrature con qualche grattacapo in meno. Forse.

Sara Lorusso

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