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Sanità. Cgil: inchiesta dell'Authority
su convenzione per nuovi ospedali

Basilicata

Secondo Mimma Iannello, l'inchiesta servirà a fare chiarezza sul metodo e sul merito della convenzione sino a mesi addietro segretata e svelata tra le Regioni Calabria e Lombardia

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L'Authority nazionale sui contratti ha aperto un’inchiesta sulla stipula della convenzione tra le Regioni Calabria e Lombardia per la costruzione di quattro nuovi ospedali in Calabria. La notizia è stata comunicata questa mattina dalla Cgil che anche ha tenuto una conferenza stampa a Catanzaro.
Sulla vicenda relativa alla costruzione dei nuovi nosocomi calabresi, proprio a seguito di un esposto della Cgil è stata aperta un’inchiesta anche dalla procura della Repubblica di Catanzaro affidata al sostituto Gerardo Dominijanni.
«Dopo il primo riscontro a favore – afferma Mimma Iannello (in foto a sinistra), segretaria regionale della Cgil – fornito dal Comitato di sorveglianza della Stazione unica appaltante regionale che avvalorava i dubbi della Cgil sui riferimenti normativi posti a base della stipula della convenzione siglata lo scorso 20 dicembre tra le Regioni Calabria e Lombardia per l’erogazione di prestazioni di servizio e consulenza per tramite di Infrastrutture Lombarde Spa, ora anche l’Autorità Nazionale sui contratti a cui la Cgil ha presentato un proprio esposto, vuole vederci chiaro».
L’Authority nazionale sui contratti «con una nota del 29 agosto infatti – prosegue Iannello – informa la Cgil di avere aperto un’istruttoria nei confronti della Regione Calabria per esaminare ogni atto utile per una propria valutazione di merito. Per la Cgil, dietro la convenzione, rappresentata come un semplice protocollo di collaborazione fra le due Regioni, si maschera un vero e proprio contratto di servizi affidato illegittimamente a ILSpa per tramite della Regione Lombardia che contrasta con le norme in materia, sia in riferimento alla forma che al contenuto».
Sempre secondo Iannello «l'apertura dell’istruttoria è un riscontro importante che tiene debitamente in considerazione i dubbi sollevati in questi mesi e la richiesta perchè venisse fatta chiarezza sul metodo e sul merito di una convenzione sino a mesi addietro segretata e svelata grazie all’azione della Cgil. La Convenzione costerà alle casse disastrate della sanità calabrese il 2,7% sul costo complessivo dei lavori di realizzazione dei 4 ospedali compreso gli oneri per la sicurezza ed i costi per attrezzature e arredi: una scelta allegra e sbagliata che la Cgil non accetta visto i costi del risanamento del debito sanitario fin qui scaricati sui cittadini con tasse, ticket e tagli ai servizi. Misure che impongono un uso accorto e trasparente di ogni centesimo delle risorse. La Convenzione invece prevede somme a favore di ILSpa quantificabili al momento tra circa i 16 ed i 20 mln di euro per attività di supporto nella costruzione dei 4 nuovi ospedali previsti dall’Accordo di programma del 2007 voluto dal Governo Prodi, che a parere della Cgil potevano essere fornite in economia dalla Sua regionale se adeguatamente provvista del personale previsto in pianta organica considerato che a fine 2010 era sottodotato dell’80%.
Nel corso dell’incontro con la stampa, in riferimento all’apertura di un fascicolo di indagine nell’ambito del quale sarebbe stata richiesta l’acquisizione di atti anche alla Regione Lombardia, il segretario generale Sergio Genco (in foto a destra) «ha subito respinto al mittente le dichiarazioni diffamatorie del presidente della Regione Scopelliti circa presunti interessi sindacali a favore delle cooperative rosse. Si tratta di un importante passo avanti per fare chiarezza su una convenzione milionaria attraverso la quale si esporta in Calabria, già segnata da anni di disastri sanitari, un modello lombardo predatore che attraverso il modello del financial project assegnerà alle imprese concessionarie, in business milionario sulla gestione di ogni attività non sanitaria. Un business che non potrà tenere lontani gli appetiti delle lobby sanitarie e della 'ndrangheta. Una ragione in più per la Cgil perchè sulle opere venga adottata ogni misura di trasparenza e di rigore nell’uso delle risorse pubbliche. La direzione presa dal Commissario ad acta alla sanità sul piano di rientro e sui criteri di realizzazione dei nuovi ospedali non pare ad oggi la direzione giusta».
«Per questo – conclude Genco – l'azione di denuncia della Cgil mirata a tutelare il diritto di salute dei calabresi attraverso un uso trasparente e equilibrato delle risorse sanitarie non fanno che infastidirlo».

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