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Il COMMENTO
Le accuse al Papa, duro colpo alla civiltà

Basilicata

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di ENNIO STAMILE
La notizia è certamente di quelle che fanno scalpore: “Il Papa è stato denunciato presso il Tribunale dell'Aja per crimini contro l'umanità”. A promuovere l'iniziativa – che non ha precedenti – davanti alla Cpi sono state in particolare due organizzazioni americane, il Centro per i diritti costituzionali (Center for Costitutional Right) e la Snap (Survivors Network of those abuse by Priest). I loro avvocati hanno presentato alla Corte dell'Aja un dossier di 80 pagine e hanno spiegato che il ricorso alla Corte internazionale si è reso necessario «poiché le azioni legali condotte a livello nazionale non sono state sufficienti a impedire che gli abusi contro i minori continuassero». Nella denuncia si chiede alla Corte penale internazionale di «incriminare il Papa» per la sua “diretta e superiore responsabilità per i crimini contro l'umanità degli stupri e altre violenze sessuali commesse nel mondo”. Sia ben chiaro, usare violenza sui bambini è un grave crimine contro l'umanità che qui intendo riaffermare e ribadire. Come lo è, d'altronde, anche la vendita di armi soprattutto alle nazioni povere per impoverirle ancora di più, le varie stragi di innocenti perpetrate dai dittatori di turno, l'inquinamento con sostanze tossiche, lo spaccio della droga, gli incendi dolosi che devastano ampie aree verdi del mondo, e altro. Ma l'accusa mossa contro il Santo Padre ha dell'assurdo se non altro perché visibilmente tendenziosa e contraria, oltre che al buon senso, ai fatti concreti posti in essere da Benedetto XVI. Questi, si è dimostrato un Papa di grande carisma e di grande statura, se mai ce ne fosse bisogno. Intendo semplicemente qui ricordare che a più riprese e in diverse occasioni ha tuonato contro la pedofilia soprattutto nella lettera ai cattolici irlandesi, del 19 marzo 2010, con la quale ha giustamente messo i paletti agli scandali che erano scoppiati anche in altre parti del mondo. Benedetto XVI, attraverso quel documento ufficiale ha inteso esternare la piaga della pedofilia invitando i responsabili a denunciarli alle autorità civili. Di per sé, il Papa, già nel 2006 ricevendo i vescovi irlandesi nella visita ad limina, aveva affermato a chiare lettere che abusi sessuali sui minori commessi dai preti costituiscono un crimine particolarmente grave che danneggia la credibilità della Chiesa. «Nell'esercizio del vostro ministero pastorale – ha detto il Papa – avete dovuto rispondere di recente a casi di abusi sessuali sui minori». Tali casi «sono particolarmente tragici quando colui che abusa è un prete». È dunque importante, «stabilire cosa sia avvenuto realmente nel passato, e prendere ogni provvedimento affinché casi del genere non avvengano di nuovo. E’ poi necessario assicurarsi che i principi di giustizia siano pienamente rispettati, quindi aiutare le vittime e tutti coloro che sono stati colpiti da questo grave crimine. Su questa strada – ha aggiunto – si dovrà compiere un grande sforzo ed essere sempre più capaci di dare testimonianza del potere redentivo della Croce di Cristo. Nei vostri sforzi continui di affrontare in modo efficace questo problema, è importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte a evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi». Interessante notare come nello stesso documento il Papa ha anche invitato l'episcopato a trasmettere un volto diverso del cristianesimo, per evitare che «la testimonianza della Chiesa venga equivocata come arretrata e negativa nella società. Per questo motivo è importante enfatizzare la Buona novella e sebbene sia necessario dire a chiare lettere la nostra opposizione ai mali che ci minacciano – ha sottolineato il Pontefice nello stesso documento – dobbiamo correggere l'idea che il cattolicesimo sia una mera “collezione di proibizioni”. Vanno evitate le presentazioni superficiali dell'insegnamento cattolico, perché solamente la pienezza della fede può comunicare il potere liberatorio del Vangelo». Ricordo che anche Giovanni Paolo II ha lanciato un duro monito contro gli scandali sessuali e le accuse di pedofilia che coinvolgono uomini di Chiesa. Lo ha fatto anche nella tradizionale lettera del Giovedì Santo indirizzata ai sacerdoti, nel marzo del 2002, mentre l'allora cardinale Ratzinger era prefetto della Congregazione della Dottrina della fede. Il Papa, in tale documento, ribadiva che la Chiesa è vicina a coloro che hanno dovuto subire le conseguenze di peccati dovuti al “tradimento” di preti ai loro voti e si sforzava di «rispondere secondo verità e giustizia a ogni penosa situazione». Un problema serio cui Giovanni Paolo II ha dedicato nel documento poche ma quanto mai incisive righe: «In questo momento in quanto sacerdoti, noi siamo personalmente scossi nel profondo dai peccati di alcuni nostri fratelli che hanno tradito la grazia ricevuta con l'Ordinazione, cedendo anche alle peggiori manifestazioni del mysterium iniquitatis. Sorgono così scandali gravi, con la conseguenza di gettare una pesante ombra di sospetto su tutti gli altri benemeriti sacerdoti, che svolgono il loro ministero con onestà e coerenza, e talora con eroica carità». Quello degli scandali sessuali in alcune diocesi aveva toccato profondamente il Pontefice, ora innalzato agli onori degli altari. Potrei continuare a lungo e citare lettere e documenti ufficiali della Sede, mio intento, però, è semplicemente quello di evidenziare attraverso questi pochi riferimenti che queste accuse tendono semplicemente a gettare ulteriore discredito sulla Chiesa innescando, tra l'altro, la diabolica divisione della pubblica opinione tra colpevolisti e innocentisti, ma anche, il che è ancora più grave, sulla stessa Corte di giustizia internazionale, uno degli ultimi baluardi di quella giustizia umana scevra da qualsivoglia ingerenze. Così alla fine se l'Aja accoglie il ricorso saranno i cattolici a ribellarsi, dicendo che è il solito attacco contro la Chiesa, se lo rifiuta dichiarandolo inammissibile – come presumibilmente accadrà – saranno invece gli anticlericali ad accusare quest'ultima di ingerenze e pressioni varie. Comunque vada, purtroppo, non possiamo dire che trionfi la giustizia, ma la furbizia, il calcolo, la manipolazione, la menzogna. Un duro colpo alla civiltà e alla democrazia.

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