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A Melfi contro la Fenice:
«Bloccate l'inceneritore e salvateci»

Basilicata

Numerosi i cittadini davanti al termodistruttore. Un’unica richiesta: chiusura

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SAN NICOLA DI MELFI - Loro la Fenice la vogliono «spegnere». E ieri erano in tanti davanti i cancelli dell'inceneritore. Famiglie, lavoratori e anziani. Tutti a chiedere che il termodistruttore si fermi.
Dopo la manifestazione del luglio scorso, il Comitato salute di Lavello ha convocato le associazioni ambientaliste per tornare a sollecitare le istituzioni sull'annosa questione dell'inquinamento provocato dall'inceneritore. Lo dicono anche gli ultimi rilevamenti pubblicati dall'Arpab qualche giorno fa. «Siamo qui - ha spiegato Nicola Abbiuso del comitato salute - perchè non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Abbiamo chiesto non solo il blocco dell'attività ma che si procedesse anche a un’analisi medico-sanitaria sui dipendenti Fenice e Sata. Questo non è stato fatto. Chiediamo alla magistratura di continuare a indagare sul caso e prima di una eventuale bonifica, lo ripetiamo, bisogna bloccare l'inquinamento». Il messaggio è chiaro. E Abbiuso lo ha voluto gridare dal palco. Anche all’assessore Mancusi che ieri mattina ha incontrato i vertici di Fenice in Regione: «Qui si deve bloccare tutto. Speriamo - ha concluso - in un intervento celere della magistratura». Tra I manifestanti c’erano anche alcuni esponenti della politica. Mazzeo Cicchetti di Idv ha voluto ribadire la sua vicinanza alle istanze del Comitato attraverso un messaggio. In strada c’era Antonio Annale, sindaco di Lavello - tra gli animatori in passato di un comitato “No Fenice” - e c’era anche il sindaco di Melfi, Livio Valvano. Entrambi hanno espresso vicinanza alle istanze del Comitato. Un segno tangibile di questa vicinanza è rappresentata dalla convocazione di un consiglio comunale ad hoc previsto per il 22 settembre prossimo proprio a Lavello nel teatro San Mauro. L’amministrazione di Lavello si è impegnata a redigere una nota che spedirà alle istituzioni provinciali e regionali in cui si chiede il blocco delle attività dell’inceneritore. Tra coloro che hanno sempre gridato - spesso inascoltato - sulla questione Fenice c’è sicuramente Maurizio Bolognetti. «Siamo qui - ha detto - perchè abbiamo a cuore la salute della gente. La partitocrazia - ha concluso - in questa battaglia purtroppo è assente». Sul palco, fino a tarda serata, si sono succeduti interventi di rappresentanti delle associazioni e anche semplici cittadini. Il segno di una manifestazione dove tutti hanno avuto la possibilità di parola. Una parola che, necessariamente, dovrà essere ascoltata dalle istituzioni.

Giovanni Rosa

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