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Caccia. Wwf: "La Regione ancora una volta
cambia le carte in tavola"

Basilicata

La Regione Calabria, secondo il Wwf calabrese, avrebbe "regalato" ai cacciatori un prolungamento del periodo di caccia ad alcune specie, dopo aver già concesso un’apertura anticipata che, secondo l'as

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Il WWF Calabria interviene sull'apertura della stagione venatoria in Calabria: «C'era da aspettarselo: a poco più di un mese dall’approvazione del calendario venatorio e a pochi giorni dall’apertura generale della caccia, la Regione Calabria, con un tempismo degno di ben altre cause, torna sui suoi passi e regala ai cacciatori un prolungamento del periodo di caccia ad alcune specie, dopo aver già concesso un’apertura anticipata che poteva benissimo impedire».
Seconco il Wwf «Come se nulla fosse, la Regione, con un decreto dello scorso 12 settembre – aggiunge – rinnega spudoratamente alcune motivazioni addotte per giustificare il calendario approvato il 5 agosto (con il solito e sospetto ritardo di un mese e mezzo), e anticipa la caccia al colombaccio al 18 settembre (giusto per non perdere tempo), prolunga la caccia alla lepre, infischiandosene bellamente delle raccomandazioni dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), e ripristina l’orario di abbattimento alla beccaccia da prima dell’alba e fino al tramonto, favorendo di fatto la famigerata 'postà, un autentico agguato al perseguitato Scolopacide, da tutti a parole contestata, ma da troppi, nei fatti praticata».
«Con tale decreto – sostiene ancora il WWF – la Regione, in sostanza, giudica oggi 'opportune' quelle ulteriori aperture al mondo venatorio che un mese prima essa stessa aveva ritenuto inopportune. E solo in una apparente logica di cerchiobottismo e nella speranza di tacitare le associazioni ambientaliste, si limita ad anticipare di dieci giorni la chiusura al tordo sassello, con un occhio attento ad evitare una nuova bocciatura da parte del giudice amministrativo. Sembra dunque che stia per riproporsi la vergognosa farsa che l’anno scorso vide la stessa Regione modificare cinque volte, tra bozze agostane, temporanei adeguamenti alla sentenza del Tar e modifiche prenatalizie, il calendario venatorio, alla continua ricerca del beneplacito delle associazioni venatorie. Ancora una volta le raccomandazioni dell’Ispra, che aveva già espresso 'parere sfavorevole' su diversi temi affrontati nel calendario calabrese, risultano, più che le necessarie indicazioni scientifiche su cui basare il cosiddetto 'prelievo venatorio', degli 'optional' da utilizzare a piacimento, giusto per limitare i danni e scongiurare una nuova bocciatura del TAR in una difficile manovra di equilibrismo filovenatorio».

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