Salta al contenuto principale

Reggio: auto con armi nel giorno della visita
di Napolitano, al via il processo

Basilicata

Giovanni Zumbo, avrebbe passato notizie riservate al boss della 'ndrangheta Giuseppe Pelle e avrebbe fatto ritrovare, il 21 gennaio 2010, un’auto carica di armi nel giorno della visita del Presidente

Tempo di lettura: 
1 minuto 35 secondi

Ha preso il via questa mattina al Tribunale di Reggio Calabria, il processo a carico dell’ex collaboratore dei servizi, Giovanni Zumbo, ritenuto responsabile di avere passato notizie riservate al boss Giuseppe Pelle e di avere fatto ritrovare, il 21 gennaio 2010, un’auto carica di armi ed esplosivi in occasione della visita del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a Reggio Calabria.
Insieme a Zumbo sono imputati Demetrio Domenico Praticò e Giovanni Ficara, capo dell’omonimo clan; tutti sono accusati di porto e detenzione abusiva di armi e munizioni, aggravati dall’avere favorito la cosca Ficara-Latella per la vicenda dell’auto e Zumbo e Praticò anche di concorso esterno in associazione mafiosa.
Il processo, dopo l’ammissione delle prove e della costituzione di parte civile della Regione, della Provincia e del Comune di Reggio, è stato rinviato al 12 ottobre prossimo. Per la stessa vicenda è stato già condannato a due anni di reclusione Francesco Nocera, il carrozziere che avrebbe portato l'automobile nel punto in cui fu trovata dai carabinieri.
Zumbo, arrestato nell’operazione denominata "Crimine" condotta dalle Dda di Reggio Calabria e Milano, è il personaggio centrale dell’inchiesta sul ritrovamento della Fiat Marea imbottita di armi e esplosivo. Fu lui, infatti, secondo l’accusa, rappresentata dal Pm della Dda reggina Marco Colamonici, a far ritrovare l’auto con una telefonata ad un brigadiere dei carabinieri. Sempre secondo l'accusa tale ritrovamento fu una messinscena di Zumbo allo scopo di accreditarsi come fonte per gli investigatori.
Oltre alla vicenda dell’auto, per quanto riguarda Zumbo, nel processo è confluito anche il troncone dell’indagine «Reale» che portò alla scoperta dei rapporti tra l’ex agente dei servizi e il boss Pelle. In particolare Zumbo riferì a Pelle che i suoi colloqui in casa venivano intercettati dalla Dda. Una segnalazione alla quale Pelle prestò subito fede, tanto che i colloqui che il boss avrebbe avuto con alcuni candidati alle elezioni regionali dello scorso anno si interruppero.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?