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Cosenza. Omicidio Ruffolo
Un testimone racconta tutto

Basilicata

Cade la pista delle cosche. Si indaga sulla moto e sui documenti “contabili”
Un testimone racconta tutto. Lo scooter con a bordo è arrivato in senso contrario all’auto

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Dalla testimonianza di una persona cambia la ricostruzione sull’agguato mortale di giovedì sera a via degli Stadi, nei confronti di Giuseppe Ruffolo, 33 anni, titolare di una agenzia di trasporto.
Il testimone, che è voluto rimanere anonimo ha raccontato che in sella allo scooter 500 utilizzato per l’agguato mortale c’era una sola persona, un uomo che indossava un casco, e lo scooter non ha seguito l’automobile Alfa Romeo Giulietta di Ruffolo, come invece emerso dalla prima ricostruzione effettuata dagli investigatori della Sezione Criminalità organizzata della Squadra Mobile. Il killer, alle 19,15, alla guida dello scooter ha, invece, secondo il racconto del testimone, incrociato la vettura della vittima che proveniva in senso contrario dall’agenzia di trasporto situata poso distante. Una volta scaricati contro il finestrino sinistro della vettura in direzione del 33enne sei colpi calibro 7,65, il killer ha proseguito la sua corsa in direzione stadio, dunque, e non verso il centro cittadino. E proprio per aver agito da solo, l’assassino per non scendere dallo scooterone, non ha avuto modo di finire la sua vittima. Tali elementi sembrano escludere dunque la mano della criminalità organizzata e gli investigatori infatti, sembrano puntare sulla pista dell’usura e su qualche regolamento di conti o vendetta. Proprio alla ricerca di movimenti finanziari utili a risalire all’autore dell’omicidio e al movente, gli investigatori della Mobile, guidati dal vicequestore Fabio Ciccimarra, continuana a verificare i conti correnti bancari della vittima e il materiale rivenuto. Materiale ritenuto molto importante. Non solo assegni, carte di credito e denaro liquido per 2.300 euro, ma anche un manoscritto con cifre e sigle. Proprio su questo documento puntano molto le indagini. Ma non solo. Da chiarire anche la provenienza dello scooter. Il mezzo, infatti, non è risultato rubato. Il proprietario, un cosentino, avrebbe spiegato di averlo ceduto da tempo. Ma senza regolare passaggio di proprietà. Poi sarebbero seguite altre cessione. E di cessione in cessione, alla fine, risultano almeno quattro persone che negli ultimi tempi hanno utilizzato, o avevano nella disponibilità lo scooter ritrovato bruciato (circa due ore dopo l’omicidio) in contrada Bosco di Rovito.
Ieri pomeriggio alla chiesa di Cristo Re a via Popilia, è stato celebrato il funerale di Giuseppe Ruffolo. Tra lacrime e commozione parenti e amici del 33enne
falcidiato da sei colpi di pistola hanno dato l’ultimo saluto a “Pinuzzu”.

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