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Truffe, inchiesta Energopoli. La Procura
di Catanzaro indaga sull'Ad della Barclays Bank

Basilicata

Le indagini della Procura di Catanzaro nei confronti di Vittorio Maria De Stasio, nell’ambito dell’inchiesta Energopoli. Nel marzo scorso, furono emesse 6 ordinanze di custodia cautelare

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L'amministratore delegato di Barclays Bank Italia, Vittorio Maria De Stasio, è indagato dalla Procura di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta Energopoli su una presunta truffa da 15 milioni di euro ai danni dell’Unione Europea.
Questa mattina i suoi uffici e la sua abitazione sono stati perquisiti dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Crotone. Nel decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura, si ipotizzano nei confronti di De Stasio, i reati di truffa, violenza o minacce per costringere a commettere reato, estorsione e associazione per delinquere.
L'inchiesta nell’ambito della quale è stato indagato De Stasio, amministratore delegato di Barclays Bank Italia sino ai primi giorni dell’agosto scorso e adesso non più dipendente dell’Istituto, ruota attorno ad un finanziamento dell’Ue per 15 milioni di euro, liquidato attraverso l’ex ministero delle Attività produttive e utilizzato per fini diversi da quelli per i quali era stato concesso. De Stasio è indagato finanziamenti per 12,5 milioni alle società dell’imprenditore Aldo Bonaldi Italiana Commissionaria Legnami e Immobiltecno, che, secondo l’accusa, non avrebbero avuto titolo ad averli e, in qualità di ex direttore generale di Banca Bipop per alcuni finanziamenti concessi ad altre imprese di Aldo Bonaldi, la Eurosviluppo industriale e il Consorzio Eurosviluppon per un ammontare di circa 20 milioni che ora risultano inseriti nel bilancio dell’istituto come sofferenza con previsione di perdita integrale.
Nell’ambito dell’inchiesta, nel marzo scorso, furono emesse sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, alla bancarotta fraudolenta ed al riciclaggio dei proventi ottenuti grazie all’utilizzo dei finanziamenti ottenuti dagli indagati.
Si tratta di Giuseppe Carchivi (49), di Isola Capo Rizzuto (Crotone) e residente a Colle Val D’Elsa (Siena), finito in carcere, e Roberto Mercuri (40), di Lamezia Terme (Catanzaro) e residente a Milano; Annunziato Scordo (65), di Bovalino (Reggio Calabria) e residente a Catanzaro; Michelangelo Marinelli (40), di Modena; Corrado Ciccolella (55), di Molfetta (Bari) e Alessandro Argentini (51), di Torino.
Si resero irreperibili, invece, i principali indagati, Aldo Bonaldi, di 52 anni, di Soresina (Cremona), residente nel Principato di Monaco, e Roberto Baroni (58), di Pavia e residente a Tunisi, principale collaboratore, secondo gli inquirenti, di Bonaldi ed ideatore con lui della truffa. Bonaldi è stato successivamente arrestato in Ucraina, ma poi è stato rimesso in libertà e risulta adesso nuovamente latitante. La presunta truffa riguarda la mancata realizzazione del Contratto di programma di Scandale, con la costruzione di una centrale a turbogas. Soggetto attuatore del contratto di programma è la società Eurosviluppo industriale, di cui Bonaldi è l’amministratore. Secondo quanto emerso dall’inchiesta della Procura di Crotone, coordinata dai pm Pierpaolo Bruni e Luisiana di Vittorio, ci sarebbe stato un vorticoso giro di denaro che sarebbe incassato dagli indagati e finito in conti esteri che erano nella loro disponibilità.

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