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Usura, arrestato il fioraio del "Viviani"

Basilicata

Arrestato Rocco Ruggiero, per la Dda prestava soldi a strozzo al tasso del 10% al mese. Indagati ancora a piede libero anche un gioielliere e un imprenditore di Potenza

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POTENZA - Lo hanno fermato mentre prendeva un caffè di primo mattino al bar di fronte allo stadio Viviani, dove ha uno splendido negozio di fiori a conduzione familiare. Rocco Ruggiero (in foto) è uno che si sveglia presto per caricare e scaricare rose, petunie e girasoli, ma da un po’ di tempo a questa parte avrebbe intrapreso una seconda attività che con le piante c’entra ben poco ma con le “cravatte” sì. Per la procura della Repubblica di Potenza, assieme ad altre due persone indagate a piede libero, avrebbe approfittato dello stato di bisogno di alcuni imprenditori e normali cittadini del capoluogo. Prestavano soldi al tasso del 10 per cento al mese e gli episodi accertati sarebbero almeno sei, così Ruggiero ieri mattina è finito agli arresti domiciliari, e oggi dovrà rispondere alle domande del gip Rosa Larocca. L’operazione è stata condotta dai militari del Ros di Potenza. Il riserbo è ancora molto alto ma sembra che l’indagine sia partita da uno scenario molto diverso, dove si incrociavano affari legati al crimine organizzato, tant’è che a coordinare gli accertamenti è proprio la procura distrettuale antimafia. Poi sarebbe emerso uno strano giro di assegni e di lì gli investigatori sarebbero risaliti fino a Ruggiero. Per l’accusa quegli assegni rappresentavano gli interessi che chi si rivolgeva a Ruggiero di solito pagava in anticipo, mentre rientrava del capitale di mese in mese. A incassarli ci pensavano gli altri due indagati che sarebbero un gioielliere e un imprenditore sempre del capoluogo. Già all’inizio di quest’anno era scattato il sequestro di alcuni beni di proprietà di Ruggiero, che è stato poi annullato dal Tribunale del riesame. In questo tempo i carabinieri avrebbero raccolto ulteriori elementi a sostegno della loro accusa: intercettazioni, servizi di osservazione e dichiarazioni di persone informate sui fatti. Anche qualcuna delle vittime si sarebbe fatta coraggio denunciando la morsa in cui si era venuta a trovare, e i racconti avrebbero dato nuovo slancio all’indagine. Secondo gli investigatori esisterebbe una «sproporzione» tra il reddito dichiarato da Ruggiero e i costi/acquisti sostenuti dal suo nucleo familiare, ossia le sue effettive capacità finanziarie. L’ammontare di questa fortuna che per la procura di Potenza andrebbe spiegata con il frutto della sua attività usuraia è di 300mila euro. Quindi, sempre ieri, è scattato un nuovo sequestro ai fini di una possibile confisca se Ruggiero dovesse essere condannato per i reati di cui è accusato. I sigilli dell’autorità giudiziaria sono stati apposti sulla porta di un appartamento nel capoluogo, su una motocicletta e su un furgone di sua proprietà. Il loro valore eguaglierebbe quei 300mila euro di «sproporzione». Nei prossimi giorni Ruggiero resterà ai domiciliari a disposizione dei magistrati.

lama

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