Salta al contenuto principale

Catanzaro, elisoccorso e false urgenze
indagini sui "voli secondari"

Basilicata

Al vaglio l’operato dei medici che, negli ultimi 10 anni, hanno chiesto l’intervento dell'elisoccorso. Il pm Gerardo Dominijanni indaga sugli eccessivi “voli secondari”

Tempo di lettura: 
1 minuto 57 secondi

Sarebbero state troppe le emergenze per le quali è stato richiesto l'intervento dell'elisoccorso, fino a raggiungere una percentuale tale da indurre l'Elitaliana, la società che gestisce il servizio, a mettere in guardia la Regione Calabria sul numero di interventi secondari (90%) notevolmente superiore a quello degli interventi primari (10%), dunque denunciando un'attività di soccorso, prestata negli ultimi dieci anni, che non era prevista dal contratto stipulato con l'Ente il 26 novembre del 1999 e che, soprattutto, avrebbe comportato costi di gran lunga superiori rispetto a quelli messi in conto dalla Regione. Un campanello d'allarme che la società ha fatto squillare ad agosto del 2001. Troppi i casi in cui i medici di turno dei vari ospedali della Calabria hanno dichiaratodichiarare l'imminente l'imminente pericolo di vita rispetto per pazienti che, in realtà, non avrebbero manifestato patologie tali da richiedere il trasporto in elisoccorso.
Così come aveva ipotizzato, in una segnalazione ben precisa inoltrata alla magistratura, un dirigente dell'assessorato regionale alla Sanità, i cui dubbi hanno, adesso, indotto il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Gerardo Dominijanni, ad aprire un fascicolo d'indagine contro ignoti, al fine di verificare la regolarità dell'operato dei sanitari che, nel corso degli ultimi dieci anni, hanno richiesto l'intervento dell'elisoccorso anche per il trasporto di pazienti da strutture pubbliche a cliniche private.
Il magistrato, infatti, appare determinato a verificare la compatibilità della patologia dei pazienti in questione con l'intervento dell'eliambulanza, dal momento che i costi previsti per i trasporti secondari sono di gran lunga superiori a quelli previsti per i trasporti primari. Da qui la decisione di dare mandato agli ispettori del Nisa di acquisire tutte le cartelle cliniche dei pazienti che hanno beneficiato del trasporto in questione, dal momento che secondo quanto stabilisce il contratto lo “scopo primario del servizio è quello di portare il più rapidamente possibile sul luogo dell'emergenza, allorché occorra un'assistenza di tipo intensivo, un'equipe specializzata in grado di fornire adeguata assistenza sanitaria e di provvedere, quindi, al trasferimento del paziente in un idoneo presidio ospedaliero”, mentre in tutte le altre circostanze, ovvero quando il paziente non richiede un'assistenza di tale tipo, “il trasporto, sempre dietro valutazione dell'operatore sanitario presente in centrale, viene effettuato dalle ambulanze di primo soccorso presenti sul territorio, appartenenti ai vari presidi ospedalieri pubblici della Regione nonché alle altre organizzazioni presenti sul territorio”. E solo a quel punto il magistrato potrà valutare se e chi iscrivere nel registro degli indagati.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?