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Operazione "Piccoli Angeli": documenti falsi
arresti a Roma, Milano, Napoli e Cosenza

Basilicata

L’operazione dei Carabinieri, denominata 'Piccoli Angeli', vede coinvolti, nel traffico migratorio, anche bambini

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Producevano documenti falsi per immigrati africani, anche per i bambini, ai quali chiedevano cifre esorbitanti in cambio del 'servizio', ma i carabinieri di Roma li hanno scoperti e hanno sgominato una banda composta da 27 persone, nove delle quali arrestate tra Milano, Roma, Civitavecchia, Napoli e Cosenza.
Le misure sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Paola Della Monica, che ha accolto la richiesta dei pubblici ministeri, Leonardo Frisani e Barbara Zuin.
Le indagini, condotte anche con intercettazioni telefoniche e protrattesi per oltre un anno, hanno consentito ai carabinieri di accertare che l'organizzazione produceva documenti falsi venduti a prezzi esorbitanti a cittadini di paesi africani, che poi espatriavano nel Regno Unito, in Svezia e in Canada transitando per l'Italia. Il giro di affari, tenendo conto solo dell’ultimo anno, è stato stimato in circa due milioni di euro.
L'operazione, convenzionalmente denominata 'Piccoli Angeli', vede coinvolti nel traffico migratorio anche bambini e non è escluso che dietro l’espatrio dei minori ci possano essere adozioni illegali.
A capo dell’organizzazione un cittadino eritreo che aveva stabilito la base logistica nella Capitale. Diversi i ruoli rivestiti dai componenti dell’organizzazione: c'era chi era in grado di produrre e fornire documenti falsi; c'erano i finanziatori per le attività di produzione di documenti, compresa la fabbricazione di timbri; mediatori incaricati di mettere in contatto i migranti e l’organizzazione; infine altre figure fornivano la propria disponibilità a contrarre matrimoni fittizi per consentire l’acquisizione della cittadinanza.
Decine le perquisizioni effettuate in Lombardia, Lazio, Campania e Calabria, a seguito delle quali sono state denunciate a piede libero altre 18 persone. Si tratta di cittadini italiani ed eritrei. Sotto la lente d’ingrandimento anche due agenzie di viaggio, un ristorante e un bar utilizzati con varie finalità dall’organizzazione. All’interno del ristorante, perquisito, è stato rinvenuto materiale per la produzione e falsificazione dei documenti, motivo per cui i carabinieri hanno sequestrato il locale.

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