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Ticket, Martorano sotto attacco

Basilicata

Pur se dalla maggioranza i Popolari Uniti contestano le difficoltà burocratiche e il caos nelle farmacie. Scaglione: «Noi lo avevamo detto». E la Cisl: «Disumane quelle file di ore»

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«COME previsto. Da qualche giorno il caos regna sovrano negli studi medici, nelle farmacie e all’interno degli uffici comunali intasati da un’utenza sanitaria a dir poco confusa e preoccupata per quanto concerne la modulistica da presentare per documentare il proprio indicatore reddituale ed il proprio stato di salute». Lo dice il capogruppo dei Popolari Uniti in consiglio regionale, Lugi Scaglione, che si aggiunge al coro di critiche sollevate in seguito all’introduzione del ticket regionale sui farmaci e sulle visite specialistiche. La polemica di Scaglione, però, ha una valenza diversa, prima di tutto perché è politica e Scaglione fa parte della stessa maggioranza che legittima l’attuale assessore alla Salute Attilio Martorano, in seconda battuta perchè l’ex assessore al ramo era proprio il leader dei Popolari Uniti, Antonio Potenza. Dice Scaglione: «E’ da luglio che la questione era stata avviata in sede istituzionale e spiegata a toni decisi anche durante il consiglio regionale del 27 e 28 luglio che poneva all’ordine del giorno l’assestamento di bilancio 2011-2013 e durante il quale era stata sviscerata una lunga discussione proprio sulla rimodulazione dei ticket farmaceutici e ambulatoriali. In quella occasione i Popolari uniti - continua Scaglione - pur non avendo la sfera di cristallo, ne avevano previsto sia la difficoltà burocratica che il disagio individuale. Una voce che pensavamo potesse essere ascoltata e rafforzata dai sindacati e da tutti gli interessati che soltanto oggi inoltrano comunicati stampa e si eleggono a paladini di una questione che coinvolge tutti, anche la stessa politica che ha nelle proprie famiglie ha situazioni di fasce di reddito differenti o anziani e invalidi. Giorni fa lo avevamo ribadito ancora all’assessore alla Sanità di Basilicata chiedendogli di rivedere o ritirare la delibera per rimodulare la prassi burocratica ma a poco è servito provvedere ad introdurre, in fase transitoria, l’autocertificazione in quanto dal 1 dicembre 2011 sarà obbligatoria l’esibizione del modello Isee che è un parametro ottenuto dal rapporto tra l’Ise e il numero dei componenti del nucleo familiare in base ad una scala di equivalenza stabilita dalla legge. L’Isee è disciplinato da una regolamentazione normativa e gestionale di livello nazionale e generale, mentre ancora poco sviluppata è la normativa », chiude Scaglione con ciò prospettando il caos-bis che accompagnerà l’obbligo di esibire il reddito, per dichiarare a che fascia si appartiene, da dicembre in poi. Non risparmia critiche nemmeno la Cisl, secondo cui «è semplicemente disumano costringere un over 75 sofferente a stare in fila ore per vedersi riconosciuto il diritto all’assistenza sanitaria gratuita». I pensionati Cisl lucani si lamentano su merito e metodo del balzello. I ticket, prosegue la nota stati concepiti, rappresentano una vera e propria «tassa sulla salute» dei lucani, soprattutto per quelli più deboli e sofferenti, a cui si aggiunge «l’aggravante del disagio dovuto all'iter indicato dal Dipartimento Sanità della Regione Basilicata, che obbliga tutti - esenti e non - ad adempimenti che comporteranno un significativo dispendio in termini di tempo e di risorse». Insomma pare che questo dipartimento debba impegnarsi e correggere il tiro se non vuole continuare a scontrarsi con le polemiche diffuse, dalla politica, ai sindacati alla gente comune. Pare che questo ticket scontenti chiunque. «Premettendo che i nostri centri Caaf, le sedi territoriali della Fnp e i nostri volontari sono a disposizione per alleviare le difficoltà che si stanno già manifestando - spiega il segretario dei pensionati Cisl lucani, Vincenzo Pardi - rileviamo una confusione generale che genera attese lunghissime e un andirivieni tra operatori e strutture, spesso all'oscuro rispetto alle informazioni base da dare agli utenti. I passaggi sono complessi, tanto più per i pensionati e i cittadini residenti nelle aree interne, in cui spesso mancano i punti di riferimento a cui affidarsi per risolvere i problemi burocratici».

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