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La discarica di Lauria: l'appalto
e il mistero dei tecnici comunali allontanati

Basilicata

I cittadini chiedono chiarezza su gara e controlli

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Un assessore all’Ambiente sfiduciato, il responsabile comunale dell’area tecnica e direttore Lavori pubblici notevolmente ridimensionato nei suoi compiti, e altri tecnici allontanati. Negli uffici del Comune di Lauria c’è aria di cambiamento e tutto avviene nel giro di poco tempo. Un tempo che, però, coincide con la delicata fase di aggiudicazione dei lavori per la realizzazione della maxi discarica di località Carpineto, che dovrà accogliere i rifiuti provenienti dai comuni dell’area Sud. Il tutto risale a qualche anno fa, ex giunta Pisani. Forse solo una coincidenza. Ma sta di fatto che, per tutto quanto accaduto negli ultimi mesi e nell’incubo di un possibile inquinamento, c’è chi chiede di fare chiarezza. Del resto intorno a quell’appalto da sette milioni di euro, già dal principio, si addensano molte nubi. La gara avviene nel 2008. Ad aggiudicarsi i lavori è la Emit - Ercole Marelli, il cui rappresentante legale è Luigi Pisante, dell’omonima famiglia coinvolta in numerose e inquietanti inchieste su rifiuti, gestione acqua e opere pubbliche. Ma la società seconda classificata, denominazione Copram, ritiene che in quella procedura di aggiudicazione ci siano dei vizi. La ditta scrive all’Autorità di Vigilanza del ministero dei Lavori pubblici per denunciare la produzione di atti da parte della vincitrice ritenuti falsi, al fine di ottenere punteggio maggiore. In più, presenta ricorso al Tar Basilicata, contestando le stesse irregolarità. Nel frattempo al Comune di Lauria proseguono “le manovre interne”. Forse solo casuali, ma comunque “strane” coincidenze. Quel che sappiamo oggi è che la Emit - Ercole Marelli, dal curriculum giudiziario poco rassicurante, si è di fatto aggiudicata i lavori, dopo che il Tar con sentenza numero 00329 del 2009 ha respinto il ricorso della Copram. A sua volta la Emit, subappalta i lavori per la realizzazione della mega discarica ad alcune ditte locali. Nel 2010 la discarica viene aperta, e inizia così ad accogliere i rifiuti che provengono dai Comuni dall’area Sud. Per essere chiusa, con ordinanza del sindaco Mitidieri, in via precauzionale, lo scorso luglio per un problema tecnico di un pozzetto. Un problema che però oggi l’amministrazione comunale ritiene essere superato. La discarica va verso la riapertura. Dai primi monitoraggi realizzati dall’Arpa Basilicata sembra che non ci sia stato inquinamento. Non ci sarebbero quindi al momento - secondo Il Comune - motivi per continuare a tenere la discarica chiusa, che obbliga i paesi dell’area Sud a conferire altrove e che al solo Comune di Lauria costa 4.000 euro al giorno. A difendere a spada tratta la qualità dell’impianto è l’assessore comunale all’Ambiente, Rosario Sarubbi: «Quello di Lauria è un impianto che funziona bene e soprattutto in sicurezza, come dimostrano i risultati delle analisi effettuate fino a questo momento», ci dice. Eppure a molti la discarica di Carpineto continua a fare paura. E a suscitare dubbi che richiedono chiarezza. In prima fila il movimento “Valle del Noce.it” che ha promosso una petizione popolare. Con cui si chiede l’apertura di un’inchiesta relativa, sia alle modalità di svolgimento della gara, che alle tecniche e metodologie usate per la costruzione della discarica. Si chiede che l’indagine venga estesa al “pozzetto di raccolta percolato a caduta” realizzato «anche se non previsto in progetto». E soprattutto si chiede all’Arpab di approfondire a le analisi chimico biologica dei sedimenti sotterranei alla discarica «per vedere se, come previsto dalla normativa vigente, è stato fatto un’impermeabilizzazione a base di argilla o di altri elementi e se sono presenti materiali tossici e altamente inquinanti». Ma il movimento dei cittadini dell’area chiede anche che venga fatta definitiva chiarezza su quell’appalto tanto chiacchierato. E che si dia conto anche di quegli “strani” movimenti all’interno degli ufficiali comunali. Il promotore dell’iniziativa, Ulderico Pesce fa nomi e cognomi: «Vorremmo capire perché il direttore dell’ufficio Lavori pubblici e responsabile area tecnica, Biagio Papaleo, che per trent’anni ha lavorato con dedizione e serietà, viene improvvisamente spostato nel 2006 (oberato di lavoro: questa la motivazione ufficiale fornita) proprio nel momento in cui era in corso la definizione del bando per l’assegnazione dei lavori. Al suo posto viene incaricato il segretario comunale Carmine Ainora, con nomina in scadenza al giugno del 2007, poi prorogata fino alla fine dello stesso anno. E perché, alla fine del suo mandato, non venne richiamato Papaleo ma nominato Pasquale Alberti».

Mariateresa Labanca

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