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Pisticci, acqua di fogna dai rubinetti

Basilicata

Allarme sanitario in contrada “Tamma” a Pisticci. Tredici famiglie chiedono aiuto senza risposta

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PISTICCI - Hanno bevuto, si sono lavati ed hanno cucinato per mesi, utilizzando un'acqua contaminata quasi certamente da infiltrazioni fognarie.
Sembra avere tutti i contorni di una potenziale emergenza sanitaria, il caso di tredici famiglie residenti in contrada “Tamma” di Pisticci, a pochi metri dall'ex Club Med, nei pressi del borgo San Basilio.
Il problema, secondo quanto denunciato dai residenti, si è manifestato a fine maggio, quando hanno iniziato a notare che l'acqua del rubinetto usciva lievemente colorita tra il giallo e il marrone. Per le prime settimane il fenomeno si manifestava in maniera episodica, tanto che si era pensato a piccole infiltrazioni di terreno per eventuali riparazioni sulla condotta.
In quella zona, infatti, pare che a cadenza periodica si verifichino rotture sulle condotte, evidentemente obsolete. Nel cuore dell'estate, tra luglio e agosto, l'acqua è diventata quasi inutilizzabile, acquisendo un colore marrone non proprio rassicurante.
«Sembrava di avere in casa un fiume giallo -racconta preoccupato il residente Michele Santarcangelo- tanto che ci siamo subito allarmati, iniziando ad utilizzare le prime precauzioni. Non ci sono prove di un collegamento con l'acqua torbida, ma sta di fatto che alcuni componenti della mia famiglia hanno avuto problemi gastrointestinali, finchè io stesso non sono stato ricoverato in ospedale per l'aggravarsi di quegli stessi disturbi. Allora abbiamo iniziato a non utilizzare l'acqua delle condotte, ricorrendo ad autobotti di nostra proprietà, o a qualche pozzo di falda della zona».
E' trascorso anche il mese di settembre senza novità, perchè l'acqua è rimasta marrone. Allora Domenico Telesca, titolare del “Centro Ittico San Basilio”, ha deciso di procedere privatamente a un'analisi dell'acqua “potabile”; ha prelevato un campione con tutti gli accorgimenti del caso e lo ha portato al vicino laboratorio analisi di Marconia, lo stesso centro accreditato dove si rivolgono i vicini villaggi turistici per certificare la salubrità del servizio. I risultati emersi sono sconcertanti. «A fine settembre, dunque pochi giorni fa, la carica batterica totale supera le 500 Unità coloniche formanti (Ufc) ogni 100 millilitri, a fronte di una soglia tollerabile di 20 Ufc -spiega ancora Santarcangelo- con una evidente contaminazione da streptococco e tracce vistose di ammoniaca. Dati realmente preoccupanti, tanto che lo stesso analista ci ha sconsigliato vivamente di utilizzare l'acqua del rubinetto anche solo per lavarci o lavare la biancheria».
Oggi i residenti sono allarmati, tanto da costituirsi in comitato e sottoscrivere una richiesta formale di intervento indirizzata, lunedì scorso, agli uffici competenti dell'Azienda sanitaria del Materano e al sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, in qualità di massima autorità sanitaria territoriale. Nel momento in cui andiamo in stampa, però, dopo quattro giorni, nessuna delle autorità preposte si è ancora mossa.
«Chiediamo delle controanalisi ufficiali sull'acqua -spiega Telesca al Quotidiano- perché vogliamo capire cosa sia successo realmente e cosa rischiamo per la nostra salute». Il caso è molto serio; tanto che avrebbe dovuto determinare, a nostro avviso, una risposta immediata da parte di chi dovrebbe tutelare la salute pubblica. Tredici famiglie sono esposte a un forte rischio. «In questa zona -ricorda Santarcangelo- c'è un'unica condotta fognaria che arriva al vicino depuratore, nessuno possiede una vasca privata, quindi le vecchie condotte fognarie sono sottoposte a notevole pressione, soprattutto d'estate con i villaggi turistici in piena attività. Lo dimostrano i ripetuti guasti che hanno richiesto anche interventi molto laboriosi da parte di Acquedotto lucano». Resta da accertare, inoltre, se lo schema idrico piuttosto datato della contrada, sia ancora quello che prevede una sostanziale vicinanza tra l'acqua potabile e la fogna, con pericolo reale di contaminazione in caso di guasto. Tutti dati che vanno accertati con la massima tempestività, per tutelare la salute di tredici famiglie realmente esposte a un grave rischio per la salute. «Oggi chiediamo anche l'ausilio di autobotti comunali -concludono i residenti- perché non siamo sicuri di poter sopperire per molto tempo con le nostre forze».

Antonio Corrado

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