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Auto cade in un burrone nel Vibonese
vittima una donna di 76 anni

Basilicata

Maria Concetta Cutrì è deceduta quasi subito dopo che l'auto sulla quale viaggiava insieme al marito è precipitata in un dirupo. La settimana scorsa aveva perso la vita una ragazza di 22 anni

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A pochi giorni dalla morte di una giovane di 22 anni, precipitata con l'auto in un burrone, nel territorio provinciale vibonese, tra Zungri e Parghelia, ieri un'altra persona ha perso la vita proprio perchè l'auto sulla quale viaggiava assieme al marito è precipitata in un dirupo. La vittima è una donna di Rosarno, Pasqua Maria Concetta Cutrì di 76 anni, mentre il marito, Francesco Zuccalà di 81 anni, anch’egli di Rosarno è rimasto ferito. I due erano a bordo di una Fiat 500 ieri guidata dall'uomo, lungo la strada che da Cassari di Nardodipace porta a Fabrizia, e per circostanze ancora da stabilire l'auto è caduta in un burrone. I due coniugi di Rosarno, intorno alle 13,15 di ieri, dopo essere andati per i boschi del comprensorio montano delle Serre alla ricerca di funghi, si stavano immettendo da una stradina montana sulla statale 501, in un tratto di carreggiata priva di protezioni e l’auto è volata giù in un burrone. Forse se il muretto in cemento armato presente sul luogo della sciagura che funge da protezione, fosse stato più lungo di pochi decimetri e forse l’auto non sarebbe precipitata nello strapiombo.
Ad accorgersi dell'incidente le due figlie e il marito di una delle due, che hanno lanciato immediatamente l’allarme. Dopo l’incidente la signora Cutrì è rimasta in vita per quasi mezz’ora tra le lamiere ormai contorte della piccola utilitaria, il suo corpo privo di vita è stato quindi trasportato presso l’obitorio dell’ospedale di Vibo Valentia.
I soccoritori giunti dopo 40 minuti hanno provveduto a trasportare con l’ambulanza, l’uomo ferito in uno spiazzo e poi lo hanno trasferito in elisoccorso presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria dove i sanitari gli hanno riscontrato una frattura allo zigomo, alle costole e traumi vari, ma per fortuna non è in pericolo di vita. I parenti della vittima hanno sottolineato che «se ci fosse stata la continuazione del muro di cemento tutto questo non sarebbe successo». Si riapre dunque il problema dell’incuria che colpisce la viabilità nella zona montana della provincia di Vibo Valentia.

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