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Roggiano Gravina, il Gip: «Così
è stata uccisa la Cupone»

Basilicata

Per il giudice l'autore dell'omicidio, Gianluca Bevelacqua ha agito con «ferocia inaudita». Il gip Carpino ha ricostruito, dopo la visione dei filmati, le fasi del delitto

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Il modo in cui Gianluca Bevelacqua, 34 anni, ha ucciso, lo scorso otto ottobre a Roggiano Gravina (Cs), Emilia Cupone è stato ricostruito dal gip Salvatore Carpino, del tribunale di Cosenza, che nei giorni scorsi, su richiesta del pm Vincenzo Visconti, ha disposto il trasferimento dell’assassino nel carcere di Palermo Pagliarelli, istituto dotato di una sezione per minorati psichici. L’accusa per Bevelacqua è omicidio volontario. Ecco quanto emerso dal video dell’intera dinamica dell'omicidio: «Alle 7 dell’otto ottobre 2011 Gianluca Bevelacqua aveva, all’interno di una tabaccheria di Roggiano Gravina, un violento battibecco con Emilia Cupone. Bevelacqua subito dopo si poneva alla guida dell’autovettura Volkswagen Golf di colore nero, dirigendosi verso lo Scalo di San Marco Argentano e, dopo aver sterzato a sinistra, invadendo la corsia opposta all’altezza del distributore di benzina Q8, investiva in pieno la Cupone, che stava camminando sul ciglio sinistro della strada, caricandola sul cofano anteriore dell’auto. Proseguiva poi la sua marcia per qualche metro fino a quando la povera vittima non cadeva sull’asfalto. Il Bevelacqua, a questo punto, anzichè fermarsi, ripassava sul corpo della Cupone che, per effetto di tale manovra, veniva trascinata ancora più avanti, dopo le strisce pedonali di via Vittorio Emanuele». Bevelacqua, non contento, proseguì: «Non ancora pago della condotta appena realizzata - ha infatti scritto il gip Carpino nella sua ordinanza - andava in retromarcia per circa 25-30 metri, ripartiva e investiva di nuovo la povera malcapitata distesa sulla strada. Infine, con ferocia inaudita, ripassava per altre due volte sul corpo della persona offesa, sia con la parte anteriore che, azionando la retromarcia, con la parte posteriore dell’autovettura». A tale scena ha assistito anche una persona, dipendente della stazione di servizio Q8: «Andava avanti e poi anche indietro, cioè - ha riferito ai carabinieri di Roggiano Gravina - come facesse apposta a passare sul corpo della signora che ormai era esanime per terra. Tale manovra, di andare avanti e indietro con l’auto passando sul corpo della signora, l’ho vista fare per almeno due volte. Non mi spiegavo perchè il conducente della Golf passava e ripassava con insistenza sul corpo, benchè la stessa fosse ormai a terra. Sono rimasto terrorizzato e mi sono messo le mani sulla testa, incredulo di quello che avevo appena visto...». Per il gip quanto riferito dal teste «è pienamente confermato dalle immagini registrate dalle telecamere del distributore di benzina Q8, che hanno ripreso quasi integralmente la scena del delitto». E una volta visto tale video, per il gip Carpino, che ha sposato per intero la tesi del pm Visconti, non ci sono dubbi: siamo di fronte a un delitto di omicidio volontario e sulla responsabilità di Bevelacqua, giura anche un teste, che lo ha visto alla guida di quella Golf sgommare dopo l’orribile delitto. Nel corso delle indagini sul cofano anteriore della Golf di Bevelacqua è stato trovato un infossamento, compatibile con il primo investimento. E poi sul luogo del delitto sono stati trovati alcuni pezzi dell’autovettura e parte del paraurti anteriore, lato sinistro.

FIACCOLATA PER L'OMICIDIO MA SFILANO IN POCHI
Un piccolo ma importante segnale ha voluto dare la manifestazione che si è tenuta domenica scorsa; una fiaccolata pomeridiana (nella foto) indetta da Comune e Chiesa locale si è snodata dal principale tempio sacro cittadino e si è conclusa allo spiazzo antistante quella chiesa “Regina Paradisi” sul cui tratto si è consumata la morte violenta della 52enne Emilia Cupone, della quale è accusato Gianluca Bevilacqua, entrambi di Roggiano. L’iniziativa pubblica doveva servire a sensibilizzare la gente al grave fatto di cronaca avvenuto quindici giorni fa. Dicevamo, voleva essere, nelle intenzioni delle istituzioni che l’hanno promossa, una testimonianza di argine contro la violenza. Invece, è stata scarsamente partecipata, se si escludono i fedeli appena usciti dalla messa vespertina domenicale. Oltre ai diretti interessati (e neppure tutti i componenti il civico Consesso roggianese), vi hanno preso parte i Comuni di Altomonte, Cervicati, Fagnano, Malvito,Sant’Agata e San Marco Argentano. Una assenza che lascia spazio a perplessità ed interrogativi seri circa modalità, tempestività e causalità della manifestazione.

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