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2^ Divisione. Catanzaro, tengono
banco le questioni societarie

Basilicata

La Procura ha presentato ricorso contro il dissequestro di beni per sei milioni di euro. La squadra riprende ad allenarsi oggi

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Allenamento in mattinata sul terreno del Ceravolo dopo l’esaltante vittoria di domenica scorsa ai danni del Perugia. Ciccio Cozza ha concesso una giornata in più di riposo ai ragazzi, considerata anche l’ora tarda del rientro in città dalla trasferta umbra.
Nel programma del mister c’è la preparazione al prossimo incontro casalingo contro l’Aprilia. Una partita che aprirà la strada al doppio turno esterno contro Campobasso prima e L’Aquila, la domenica successiva, prima di ritornare tra le mura amiche per il derby con la Vibonese. Quattro partite fondamentali per il cammino della squadra giallorossa. Ieri, invece, si sono allenati tutti quelli che non ha partecipato alla trasferta. Il Catanzaro, come si sa, dispone di un organico che va ben oltre agli standard della categoria. Motivo per cui gli allenamenti settimanali, sono effettuati in due gruppi separati affidati rispettivamente al tecnico titolare Ciccio Cozza ed all’allenatore in seconda Salvatore D’Urso. Non sono state confermate dalla società le voci circolate nella giornata di ieri che volevano due elementi in prova. «Ma figuriamoci se con trentuno elementi nella rosa, ci permettiamo di chiamare gente in prova». Parole chiare, quelle del diesse Angelo Sorace, che sgombrano il campo da ogni possibile strumentalizzazione. Per il momento, dunque, tutto rimane com’è. Se ci saranno correttivi all’attuale organico (e ce ne saranno, specie in uscita), si dovrà attendere a gennaio quando si riaprirà la campagna trasferimenti.
Sul caso Di Meglio, intanto, lunedì scorso la Commissione Tesseramenti della Lega Pro, ha accolto il ricorso del calciatore, disponendone il reintegro nella rosa. Reintegro che, però, la società vorrebbe realizzare solo dopo che il calciatore si sia sottoposto alle rituali visite mediche. Pare, infatti che Di Meglio, a seguito di una sua complicazione fisica, abbia esibito solo un certificato medico nel quale si attesta la sua completa guarigione.
Resta da definire, anche la questione del doppio contratto firmato dal calciatore appena prima la dichiarazione di fallimento dell’Fc. Una vicenda ancora al vaglio della Procura Federale che dovrà pronunciarsi a breve. Da parte sua, la dirigenza del Catanzaro Calcio 2011, ha presentato due esposti per le irregolarità riscontrate nei tesseramenti del calciatore (passati dai 37mila euro iniziali, a 120 per la passata stagione e 140 per quella attuale). Una procedura,a quanto pare, messa in pratica anche da altri tesserati. Anomalie che, se confermate dalla Procura Federale, potrebbero annullare i contratti e far scattare, nei confronti dei calciatori, anche il deferimento. Infine ieri è arrivata la notizia che la Procura della Repubblica di Catanzaro ha presentato ricorso presso la Corte di Cassazione (si discute il prossimo 22 novembre) contro il provvedimento del 27 aprile scorso, con il quale il tribunale del riesame di Catanzaro ha dissequestrato beni del valore di circa sei milioni di euro, nell'ambito dell'inchiesta relativa al fallimento dell’Us Catanzaro. Le novità sono tutte contenute nell'integrazione d'indagine che il sostituto procuratore Alberto Cianfarini ha depositato e che riguardano i lavori effettuati allo stadio "Nicola Ceravolo". Tra i reati contestati anche la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, bancarotta fraudolenta patrimoniale ed indebita restituzione di conferimenti. Gli indagati, come si ricorderà sono: gli imprenditori Claudio Parente (attuale presidente della sesta commissione consiliare della Regione Calabria), Massimo Poggi e Bernardo Colao. Ed ancora, il commercialista Giuseppe Ierace, il consulente d'azienda Domenico Cavallaro e l'avvocato Gerardo Carvelli. Il Tribunale del riesame, nell’aprile scorso, accolse le richieste difensive dei legali che sostennero l’infondatezza delle accuse e, di conseguenza, del provvedimento di sequestro. Ora, però sarà la Cassazione che dovrà dire l’ultima parola.

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