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Comune di Reggio. Indagato
Scopelliti: "Andiamo avanti"

Basilicata

Scopelliti oggi a Lamezia, ha dichiarato in merito all’indagine della Procura reggina che lo vede indagato, nella qualità di ex sindaco della città di voler proseguire nel suo lavoro

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Il presidente della Regione Scopelliti, oggi a Lamezia Terme, è intervenuto in merito all’indagine della Procura reggina che lo vede indagato, nella qualità di ex sindaco della città. L'avviso di garanzia per le questioni legate al Comune di Reggio Calabria, ha detto il governatore calabrese è «un atto dovuto in qualità di sindaco di una città che ha avuto per otto anni un’Amministrazione che ha governato e che ha dato dei grandissimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti».
«Ovviamente – ha aggiunto – questo crea un motivo di strumentalizzazione e di preoccupazione in taluni. Sicuramente sono molto sereno perchè so quali sono le mie responsabilità e quelle che sono le mie competenze e lo ero al tempo nella mia qualità di sindaco. Purtroppo, bisogna rispondere anche di responsabilità che non sono proprie ma nella qualità di amministratore. Questo significa che non abbiamo alcuna difficoltà a ribadire l’impegno di andare avanti sulle scelte fatte. La strada – ha concluso – è sempre più tortuosa e ci rendiamo conto delle difficoltà che abbiamo di fronte, ma noi siamo qui per garantire l’idea di una Calabria che può e deve cambiare».
Il governatore calabrese ha anche commentato le dichiarazioni fatte ieri dal pentito di 'ndrangheta Roberto Moio, circa un presunto sostegno elettorale della cosca Tegano in suo favore: «Preciso di non aver mai avuto nessun rapporto di conoscenza con i signori Tegano, citati dal collaboratore di giustizia, nè con quest’ultimo nemmeno in via indiretta». «Comunico, quindi – ha aggiunto – di aver dato mandato ai miei legali per tutelare la mia persona nelle sedi opportune. Ritengo l’accaduto, che mi lascia estremamente perplesso, alla stregua di un tentativo del collaboratore di giustizia escusso finalizzato anche a legittimare la sua valenza processuale attraverso il richiamo a nomi di noti personaggi politici».

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