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Falsi esami all'Unical, la Facoltà
vuole costituirsi parte civile

Basilicata

Il Consiglio di facoltà di Lettere e Filosofia intende costituirsi parte civile nel processo sui falsi esami all'Università della Calabria

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Il Consiglio di facoltà di Lettere e filosofia dell’Università della Calabria ha approvato una mozione con la quale si manifesta la volontà di costituzione di parte civile nel processo su presunti esami truccati nella medesima facoltà. È quanto si rende noto in un comunicato dell’Unical.
«L'inchiesta della Procura di Cosenza, relativa alla irregolarità di un cospicuo numero di statini – è scritto nel comunicato – ha portato una inaspettata notorietàalla Facoltà, vittima di ciò che è accaduto. È stata la Facoltà stessa, dopo la segnalazione, da parte di alcuni docenti, di irregolarità nelle firme apposte sui documenti di esame, a richiedere l’intervento del Rettore per coinvolgere l’autorità giudiziaria al fine di tutelare le carriere legittime dei suoi studenti e la propria attività. Agli inquirenti esprimiamo il nostro non formale ringraziamento per l’attività fin qui svolta e quella ancora in essere, certi che sarà fatta piena luce su tutte le responsabilità individuali di un atto che colpisce noi e i nostri studenti due volte: come cittadini che rispondono alle leggi e che credono nell’autorità che da esse promana e come docenti e studenti che vedono la loro attività di formazione, svolta con ruoli e a titoli differenti, ridotta al rango di merce e di strumento di clientela e corruzione».
«Per questi motivi – prosegue la nota – abbiamo garantito e sempre garantiremo la piena collaborazione necessaria alle indagini. Riteniamo doveroso che chiunque si sia macchiato di questi atti sia individuato e affronti la giusta sanzione delle leggi della Repubblica: questa valutazione riposa anche sulla consapevolezza che è la cultura democratica del Paese a essere minata dalle pratiche corruttive che coinvolgono le istituzioni pubbliche, ovunque esse si verifichino. Soprattutto in una regione come la nostra, la battaglia per la legalità deve essere la prima preoccupazione di cittadini ed educatori».

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