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Il caso Reggio, caos nei mandati
e irregolarità nei redditi

Basilicata

Conferma del buco della giunta Scopelliti 72-85 milioni contro i 170 accertati dal ministero. Non c’è corrispondenza tra quanto corrisposto dal Comune e le somme che poi venivano inserite nel modello

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I periti della Procura nell’Ufficio Finanze di Reggio Calabria, hanno avuto grandi difficoltà ad orientarsi. Una situazione, quella descritta da Giovanni Logoteto, Roberto Rizzi e Vito Tatò, nelle 151 pagine dell’inchiesta, condotta su richiesta dei magistrati, di un settore in cui regnava la confusione più assoluta. Ed è, secondo gli 007 del Cedir, propio in questo contesto che si sarebbero consumati una serie di illeciti. Nel caos, sarebbero state nascoste partite di giro, incarichi e mandati di pagamento illegali. Tanto che è stato difficile persino quantificare il valore economico dei «fatti penalmente rilevanti. La perizia parla di una cifra che potrebbe andare dai 72 agli 85 milioni di euro. Che è cosa ben distinta dai 170 milioni di buco di bilancio stimato dagli ispettori del Ministero dell’Economia. La perizia della Procura, infatti, prende in esame fatti relativi agli anni che vanno dal 2008 al 2010, mentre il ministero compie un’analisi che parte dal 2006. In più bisogna tenere conto che i magistrati hanno chiesto di verificare solo fatti specifici, mentre l’ufficio del Governo ha compiuto un’ispezione più ampia e per questo motivo sono emerse le due differenti cifre.
In alcuni casi, «L’esame delle determine è risultato impossibile, in particolar modo per quelle relative al Settore Finanze e Tributi, in quanto i documenti non erano presenti nell’archivio cartaceo del settore, non erano state inserite nel sistema informatico e non erano nemmeno state inserite nel registro generale dell’ente». «Relativamente ai provvedimenti di liquidazione - affermano - la situazione è ancora più complessa, in quanto, se non presenti presso i singoli settori, diventa impossibile acquisirne copia. Per quanto riguarda i mandati di pagamento emessi, gli scriventi hanno esaminato la documentazione del periodo 2008 - 2010, che viene conservata, in faldoni o scatole, in armadi tenuti aperti all'interno degli uffici del Settore Finanze o nei corridoi».
Molti mandati «sono mancanti, alcuni perché annullati e quindi non effettivamente pagati, altri perché posizionati fuori posto o asportati. E’ sempre possibile stampare copia dei mandati dal sistema informatico, ma le copie non riportano le firme del compilatore e del responsabile».
Infine: «Anche a causa del disordine in cui sono conservati i provvedimenti liquidazione presso il Settore Finanze e Tributi, non è stato possibile reperire documentazione a supporto dei mandati di pagamento». Un quadro nel quale, sia pure tra mille difficoltà, gli esperti sono riusciti a definire alcuni comportamenti illegali. Le partite di giro innanzi tutto, meccanismo grazie al quale i soldi passavano da un capitolo di Bilancio all’altro senza soluzione di continuità. Poi incarichi ricevuti contro legge e dunque anche pagamenti non dovuti.
Ma c’è anche un filone d’inchiesta che riguarda la mancata segnalazione di redditi corrisposti dall’amministrazione comunale, da parte di alcuni dirigenti. Ovviamente si tratta di posizioni differenti, tutte da valutare. Ma sono contenute nella perizia consegnata dalla Procura al sindaco Arena. Gli esperti spiegano che, quando vengono percepite somme dall’amministrazione questa poi le inserisce nel modello 770, e ci paga la sua quota di tasse. Il dipendente a suo volta inserisce nella sua dichiarazione dei redditi il percepito e ci paga le tasse. Funziona così, ma i periti hanno riscontrato alcuni “errori” sia nel 770 dell’ente (che dichiarava solo una parte delle retribuzioni), che nel modello Unico dei dirigenti. Sono casi diversi, che vanno da cifre irrisorie (4 mila euro in due anni) di Fedora Squillaci a cifre importanti (oltre 200 mila euro in due anni di Marcello Cammera). In mezzo le posizioni di Pasquale Crucitti, Francesco Zoccali, Bruno Fortugno, Giuseppe Granata e la stessa Orsola Fallara. La competenza in materia di presentazione delle dichiarazioni fiscali è demandata al Settore Finanze e Tributi, per cui, sino alla sua sostituzione, era Orsola Fallara a dover predisporre le dichiarazioni fiscali del modello 770, relativo alle somme corrisposte nell’anno 2009, è stato predisposto dal dirigente pro tempore, Carmelo Nucera, ed è stato possibile esaminare i dati nello stesso contenuti. Le dichiarazioni fiscali devono essere sottoscritte dal rappresentate legale dell’ente, il sindaco pro tempore, e dal presidente del collegio dei revisori. L’esame dei dati contenuti nelle dichiarazioni fiscali presenti in Anagrafe Tributaria, comunicati dall’Agenzia delle Entrate di Formia, hanno evidenziato varie irregolarità.

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