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Ricadi: operatore turistico ancora
in coma, gip non convalida il fermo

Basilicata

Mihalhche ai domiciliari per non inquinare le prove. L'operatore turistico versa ancora in stato di coma dopo l'aggressione

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«Fermo non convalidato per mancanza di gravità indiziaria»; è questa la decisione e la relativa motivazione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, in relazione al fermo di polizia di Nicolae George Mihalhche, cittadino romeno di 33 anni, accusato di tentato omicidio ai danni di Rocco Sainato (nel riquadro).
Il romeno è un dipendente di Giacomo De Salvo titolare dei pedalò posti nei pressi della struttura ricettiva “Eden” gestita per l’appunto da Rocco Sainato, l'operatore turistico 64enne attualmente in gravissime condizioni in seguito ad una aggressione di cui inizialmente, in base alle indagini svolte dai carabinieri della stazione di Spilinga e della Compagnia di Tropea, Nicolae George Mihalhche era accusato essere l’autore.
Nel corso della lunghissima udienza di convalida, durata oltre 4 ore, il gip del tribunale di Vibo ha ascoltato le dichiarazioni dell'indagato, difeso dagli avvocati Michelangelo Miceli e Patrizio Cuppari, per poi ritirarsi in una ulteriore lunga camera di consiglio al termine della quale non ha convalidato il fermo di indiziato di grave delitto sostenendo che, al momento, manca «la gravità indiziaria» in relazione ai reati contestati, ossia tentato omicidio, mentre, per evitare un possibile inquinamento delle prove in relazione al reato di rissa aggravata, il magistrato giudicante vibonese ha disposto, comunque, a carico di Mihalhche la custodia cautelare in regime di arresti domiciliari procedendo, di conseguenza, alla revoca degli arresti in carcere dove l’uomo si trovava a seguito del provvedimento di fermo di persona indiziata di delitto predisposto dal pubblico ministero Maria Gabriella Di Lauro.

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