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Cani torturati e uccisi in Sila, Corbelli:
"la Procura chiarisca tali episodi"

Basilicata

A seguito del macabro ritrovamento di alcuni cani brutalmente torturati e uccisi, trovati in Sila, interviene il leader del movimento Diritti Civili

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Franco Corbelli, del movimento Diritti Civili ha condannato «duramente il grave episodio di alcuni cani torturati e uccisi in Sila» ed ha parlato di «crudeltà inaudita nei confronti degli animali».
Corbelli ha rivolto un invito alla Procura della Repubblica al fine di poter fare chiarezza sull'accaduto, individuare e perseguire i responsabili di questi reati» e rivolge «un appello a tutti a rispettare gli animali».
«Le foto di quei cani torturati e uccisi in Sila, pubblicate dal Quotidiano della Calabria – afferma Corbelli – lasciano sgomenti e indignati. Quella crudeltà sugli animali è qualcosa di orrendo, che non può essere assolutamente nè compresa, nè giustificata, nè naturalmente accettata. Quanto accaduto è un fatto di assoluta inciviltà. I cani, gli animali, vanno rispettati, non torturati, uccisi e appesi ad un albero. La civiltà di un Paese si misura anche dal rispetto per gli animali. Ricordo un piccolo episodio che dovrebbe far riflettere tutti sul rispetto e l’amore che dovremmo avere nei confronti dei cani e degli animali. Alcuni anni fa mentre percorrevo la superstrada Cosenza-Paola, ai bordi della strada, vicino una galleria, ho notato un bellissimo cane bianco morto. E' rimasto lì per alcuni giorni. Mi sono attivato ed ho più volte contattato l’Asp e l’Anas di Cosenza sino a quando ho fatto dare, grazie all’aiuto dell’ing.Renda dell’Anas, una sepoltura a quel povero cane. Mi auguro che tutti abbiano per gli animali lo stesso rispetto». «Chiedo alla Procura della Repubblica di Cosenza – conclude Corbelli – di fare piena luce e giustizia su quanto accaduto in Sila, con la tortura e uccisione di tre cani, trovato appesi ad un albero».

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