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Le intercettazioni Santarsiero - De Filippo 2
La monnezza e il congresso del Pd: «C’è un sistema che tende a frenarci»

Basilicata

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DOPO tre giorni dalla prima telefonata, il 12 settembre del 2009 è De
Filippo che chiama Santarsiero (in foto) per cercare una mediazione con l'assessore Santochirico. Il governatore cerca di fugare i sospetti del primo cittadino del capoluogo che di rimando gli riferisce che il suo è il pensiero anche di Erminio Restaino. Ci sarebbe un "sistema" che rema contro il progetto di amplicamento della discarica comunale di Pallareta, e un tentativo di condizionare il congresso del Pd per l'elezione del segretario regionale dove Restaino si sarebbe contrapposto a un candidato sostenuto dall'assessore Santochirico e dal presidente della Provincia Piero Lacorazza, Roberto Speranza, e a un altro sostenuto dal governatore, Salvatore Adduce.

D: Ti ho cercato perchè ho parlato un’ora per telefono con Santochirico.
S: Io mò sono uscito a fare una chiacchierata con Erminio (...)
D: Ma poi, al di là di quello che devi scrivere.
S: Eh.
D: . ti pre... ma, puoi alzare sto’ ca. quello. viene stasera a Potenza,
m’ha detto, se tu vuoi.
S: No, Vito fammi scrivere la lettera. Poi la vedi tu, poi dopo ci parlo
(.)
D: Ma... ma lascia perdere. La lettera la puoi scrivere lo stesso, ma puoi
parlarci tu?
S: Lo incontro lunedì. No, non me lo fare incontrare.
D: Ma lo puoi telefonare, almeno vi concordate che vi incontrate lunedì?
S: Dico, Vito: lo incontro. Te lo dico a te. Lo incontro lunedì ma mò devo
scrivere prima la lettera.
D: Che t’ha detto Erminio?
(...)?
S: No, l’ho visto che. che quello mi accusa che sto sbagliando,
bonariamente. E. la cosa (.)
D: Questo ti. ti deve, ti deve incoraggiare a fare di più mò sul congresso
questo, hai capito?
S: E infatti. Mò secondo me, mi sto, mi sto (.) Non è che ho bisogno di
sollecitazioni, il fatto è che tra fatti di casa, fatti di comuni e fatti
vari, alla fine il tempo che resta è poco. Però mò abbiamo concordato una
serie di cose da fare.
D: È la lett. È quella.
S: .finalmente ha voluto, ha voluto sapere sta vicenda. Ma lui gli da la
mia stessa lettura, eh. Che alla fine c’è un sistema che tende volutamente
a frenare sulla discarica di Potenza, Vito, eh.
(voce in ambiente: “È arrivato pure Piero”)
S: Alla luce anche, alla luce anche dell’esperienza che ha, fatta in
quello stesso dipartimento, e quindi così è. Poi gli dà una lettura anche
congressuale lui, eh. Perchè la vicenda. connessa anche all’esasperazione
sul tema che fa Piero (probabilmente Lacorazza, ndr), la stampa che
puntualmente è arrivata in maniera violenta attaccando il Comune di
Potenza, è evidente che c’è anche uno scenario un po’ più tutto interno
nostro.
D: E sì, questo deve incoraggiare a metterti un po’ più in moto per sto
congresso, eh.
S: Ma io non è che sono fermo, non. non, non è che sono in una posizione
defilata, Vito, sia chiaro. Tu l’hai fatta la scelta, dici “sto a guardare
dal livello regionale”.
D: Eh, sto a guardare sì, sto a guardare sì.
S: “Non sono affatto defilato ma d’alt.” Lo so, insomma.
(...)
D: Però, ti devo dire la verità. Dopo aver ragionato, io sono sospettoso
come te anzi, mediamente sono anche un po’ più di te, ma avendo parlato per
più di me. un’ora con. col vice presidente, ti devo dire la verità: secondo
me non c’è forse totalmente, almeno nel suo interesse, questa, questa
escalation negativa. Comunque, tu non lo vuoi chiamare.
S: (.) Vito, ma perchè la stampa l’ha saputo? Chi gliel’ha detto e per
quale motivo? Io quando faccio una lettera a un sindaco o una cosa, mica mi
chiama la stampa prima?
D: Vabbuò
S: E Vito, guarda, sta cosa non è una cosa da poco. (...) E poi ricevo la
lettera che era esattamente quello. Questa cosa è così: Piero che esaspera
i toni sulle vicende così. E tu mettile tutte quante insieme.

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