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Cosenza, false pensioni: Carmelo
Torchia dovrà risarcire l’Inps

Basilicata

Arriva la sentenza della Corte dei Conti mentre la Procura cosentina ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex dipendente Inps che dovrà all’ente oltre un milione e mezzo per aver erogato false pension

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Carmelo Torchia, 64 anni di Rogliano dovrà rifondere oltre un milione e mezzo di euro alla sede Inps di Cosenza a titolo di risarcimento del danno. E’ quanto ha deciso la Corte dei Conti di Catanzaro. La vertenza ha avuto origine dalla nota della direzione generale Calabria dell’Inps , datata 15 aprile 2009, con la quale veniva trasmessa la denuncia fatta dal direttore sede di Cosenza alla Procura della Repubblica bruzia per indebite erogazioni di pensioni in regime di convenzione italo-argentina.
Secondo le indagini effettuate Torchia avrebbe erogato , in servizio all'Ufficio Pensioni in Convenzione internazionale, avrebbe messo in piedi un giro di documenti falsi per creare dal nulla pratiche pensionistiche e, dunque, mandati di pagamento a favore di italo-argentini residenti in diversi stati. Atti posti in essere, scrive la Procura bruzia, “nell'esercizio delle proprie funzioni” e con più azioni determinate in tempi diversi, per procurare “un ingiusto vantaggio patrimoniale”. Vantaggio patrimoniale a favore di un presunto complice, S.P.D.L., che alla fine sarebbe arrivato a 1.600.000 euro. Tutti soldi che l'istituto di previdenza ha versato al termine di pratiche, sulla carta, inattacabili.
Secondo gli inquirenti, Torchia avrebbe liquidato trentatrè pensioni in regime di comunione italo-argentina a persone non identificate residenti alle estero. L'uomo avrebbe falsificato le domande di liquidazione a nome dei presunti pensionati emigrati e in più avrebbe, logicamente, omesso di sottoporre le istanze pensionistiche false alla firma del responsabile dell'unità. Dalla ricostruzione eseguita dagli organi inquirenti della Procura della Repubblica di Cosenza, al termine di lunghe e delicate indagini, sarebbero poi emerse diverse deleghe per la riscossione delle pensioni, prive delle firme autentiche, a favore del presunto complice. L'uomo, una volta ricevuti i documenti con i quali era autorizzato a pagarsi le pensioni, si recava a riscuotere a Mottafollone. Per questa storia i pm della procura bruzia hanno chiesto il rinvio a giudizio per Torchia. L’Inps ha inoltre deciso il licenziamento senza preavviso per giusta causa, mentre la Corte dei Conti ha appunto sancito il risarcimento del danno a favore dell’Inps.

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