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Il processo al conduttore Roberto Ferrari
per le telefonate ad una famiglia di Cosenza

Basilicata

I fatti risalgono al 2007, quando il noto conduttore del programma "Ciao Belli" di Radio Deejay, iniziò una serie di scherzi telefonici prendendo di mira una famiglia cosentina

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Lo scherzo telefonico di Roberto Ferrari, all’anagrafe Porchera, conduttore di un programma su radio deejay, ha reso fin troppo “famosa” la signora che ieri ha deposto in aula di fronte al giudice Marletta, e i suoi familiari, rovinando la loro reputazione. "Non sapevamo con chi avevamo a che fare – ha dichiarato la donna - Lo abbiamo scoperto poi su internet. E la vicenda ci ha reso seri problemi. Non è stata una bella cosa considerato che sono stata anche insegnante alle scuole medie".
Imputato al processo dunque è Roberto Ferrari che, nel corso del fortunato programma su Radio Deejay, prese di mira una famiglia cosentina dall'aprile al dicembre 2007. Gli interlocutori caddero pienamente nella sua trappola e le risposte dei componenti di quella famiglia cosentina, esasperati da quelle strane e continue telefonate sono diventate un vero e proprio cult. Alcune finite su "YouTube" e c’è addirittura chi ne ha fatto una canzone rap.
Certo è che, a Ferrari, ne dissero di tutti i colori, con “cari saluti” anche ai suoi defunti. Il tutto in dialetto cosentino. La famiglia presa di mira dal conduttore di Radio deejay si è costituita parte civile e Il processo riprenderà il 13 dicembre. In aula dovrebbe presentarsi proprio lui, Roberto Ferrari.

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