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Federica Sciarelli: «La Fasano sapeva delle foto
prima che uscissero su “Chi”»

Basilicata

La conduttrice Rai, ritiene inquietante sapere che delle foto scattate da "Chi" che la ritraevano con Woodcock fossero costate «140mila euro»

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«CON riguardo ad i miei rapporti con il dottore Henry John Woodckok, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, posso dire che trattasi di rapporti personali di frequentazione». Quando la giornalista Rai Federica Sciarelli viene sentita dal pm De Magistris ha il piglio di chi sta per fare una denuncia, altro che di subire un interrogatorio.

La sua testimonianza è di interesse soprattutto per la questione della fuga di notizie, accusa contenuta nell’esposto anonimo arrivato in Procura. Ma Sciarelli ribadisce: «Non si è mai verificato da quando abbiamo iniziato a frequentarci che il dottor Woodckok mi abbia riferito dell’oggetto delle sue indagini». Anzi, spiega la conduttrice di chi l’ha visto?, «tengo a precisare che i casi di cui la trasmissione da me condotta si è occupata (Elisa Claps e fidanzatini di Policoro) sono due casi di cui il dott. Woodcock non si è mai occupato».

Di Elisa Claps, per esempio, la trasmissione Rai si occupa dai tempi di Donatella Raffai, ossia «da ben quattordici anni». Più inquietante, per la Sciarelli, è sapere che delle foto scattate da Chi che la ritraevano con Woodcock fossero costate «140mila euro» e che qualcuno a Potenza ne fosse venuto a conoscenza giorni prima. Proprio dal Quotidiano la Sciarelli apprendeva «dell’esistenza di intercettazioni telefoniche riguardanti la dottoressa Fasano» che parlava a telefono con «un giornalista locale» facendo riferimento «alle fotografie ritraenti me ed il dottor Woodcock, che però ancora non erano state pubblicate». L’evidenza del fatto che la Fasano sapesse prima di tutti dell’uscita del servizio? Un’ulteriore telefonara «al marito parlamentare che probabilmente si trovava a Roma di comprare una copia del settimale “Chi” (che a Roma viene diffuso nelle edicole prima che nella altre città) per verificare se c’erano o meno le foto».

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