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Lamezia, strangola la fidanzata
Gip: "Gatto ha agito con crudeltà"

Basilicata

Il gip del Tribunale di Lamezia Terme, Carlo Fontanazza, ha disposto la misura cautelare in carcere nei confronti di Daniele Gatto, il 29 enne che ha ucciso la fidanzata Adelina Bruno

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Il gip del Tribunale di Lamezia Terme, Carlo Fontanazza, nell’ordinanza che dispone la misura cautelare in carcere nei confronti di Daniele Gatto, il 29 enne che ha ucciso la fidanzata Adelina Bruno, strangolandola e poi sfigurandola nella notte tra domenica e lunedì a Lamezia Terme scrive: «a carico di Gatto sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di omicidio, che emerge nella ricostruzione dell’omicidio resa proprio dalle dichiarazioni dell’indagato, che ha reso così confessione».
Gatto è accusato di omicidio, aggravato dai motivi abbietti e per avere adoperato sevizie. In particolare, scrive il giudice Fontanazza, «Gatto ha cagionato la morte di Adelina Bruno (nella foto), colpendola con pugni, soffocandola con una corda e inveendo contro la stessa con più canne in parti vitali, gola, cervello e viso, così sfregiandola e deturpandone il corpo siano a renderla irriconoscibile e lasciandola esanime, con l'aggravamento di avere agito con crudeltà, avere adoperato sevizie e di avere agito per futili motivi». Il gip ricostruisce poi le ultime ore di vita della vittima così come riferito dall’assassino.
«Gatto ha indicato – scrive nell’ordinanza il gip Fontanazza – di avere trascorso il pomeriggio del 30 ottobre scorso insieme alla vittima, di esserci poi recato con lei, nel tardo pomeriggio, in un luogo appartato adiacente via Murat, di averla aggredita dopo un diverbio e di aver lasciato il corpo esanime della ragazza, in un terreno coltivato ad uliveto».
A ciò si aggiungono gli ulteriori elementi d’indagine, aggiunge il gip, «rappresentati dalla relazione di servizio del 30 ottobre circa la denuncia della scomparsa di Adelina Bruno, da cui emergeva che l’ultima persona con cui era stata in compagnia fosse l’indagato, che presentava anche una ferita alla mano sinistra; dalle dichiarazioni di Gatto, che evidenzia lo stato confusionale dell’indagato la notte successiva al fatto; dal ritrovamento del corpo nel luogo indicato dall’indagato; dalle ulteriori accertamenti tecnici, in atti che indicano un movente ed una dinamica del delitto».

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