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Ferrovie della Calabria. Referendum
"Si" per l'89% sull'accordo

Basilicata

La Filt-Cgil ha comunicato la vittoria netta del Si sull'ipotesi di accordo siglata il 26 ottobre tra i Sindacati, l'Azienda e la Regione

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Vince il "Si" al referendum tra i lavoratori delle Ferrovie della Calabria sull'ipotesi di accordo siglata il 26 ottobre tra i Sindacati, l'Azienda e la Regione. In base ai risultati su 900 aventi diritto al voto, si sono espressi in 729: i favorevoli sono stati 649 (89,02%) mentre i contrari 69 (9,46%); schede bianche e nulle 11 (1,50%).
«Una grande partecipazione democratica – affermano Franco Nasso, segretario generale della Filt-Cgil e Nino Costantino segretario generale Filt-Cgil Calabria – e un grande risultato che conferma e rafforza il consenso del sindacato fra i lavoratori rispetto ad una vertenza lunga, difficile e complessa. È giusto ricordare la proposta originaria di Azienda e Ministero dei Trasporti, cioè la cessione dei servizi automobilistici che avrebbe ridotto la funzione generale di mobilità della più grande azienda pubblica calabrese ed avrebbe marginalizzato il ruolo di FdC nei futuri processi di riorganizzazione del trasporto pubblico locale regionale.
A quella proposta il sindacato unitariamente ha espresso ferma contrarietà dichiarando 3 scioperi nei mesi di luglio ed agosto e sostenendo le iniziative spontanee di mobilitazione dei dipendenti di FdC che portarono Azienda e Ministero il 7 settembre scorso a sospendere gli effetti della cessione e dello spacchettamento aziendale previsto dalla delibera del Consiglio di Amministrazione».
«Tutto ciò – proseguono Nasso e Costantino – è servito a salvare l’Azienda ma la partita del futuro è tutta ancora da giocare. I tagli previsti dal Governo sul trasporto pubblico locale impongono un processo di riorganizzazione non più rinviabile e la proposta di costituzione dell’Azienda unica regionale per il Tpl, alla stregua di altre Regioni italiane, è l'unica via per garantire stabilità occupazionale e servizi pubblici efficienti ai cittadini calabresi». L’accordo sottoscritto a fine ottobre si basa, tra l’altro, sul mantenimento dell’unicità aziendale e degli attuali livelli occupazionali.

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