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L’inevitabile De Filippo bis

Basilicata

Entro una manciata di giorni prevista la sostituzione di Restaino con un big del Partito democratico regionale. In pole per l’assessorato Pd c’è il “solito” Marcello Pittella ma si pensa anche a un r

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POTENZA - Lunedì, lunedì, lunedì. E’ il tormentone che si sente tra i corridoi del palazzo della Regione a via Anzio. Accadrà qualcosa di importante durante la Direzione allargata alla Assemblea regionale del Partito democratico di Basilicata di lunedì prossimo. E’ evidente. Ma non prima. Lunedì. E non è che ci voglia un grande sforzo di chiaroveggenza per comprendere che lunedì è il giorno che tutti aspettano per decretare concluso il percorso politico dell’attuale giunta regionale guidata dal governatore De Filippo (in foto) per questo primo anno e mezzo di legislatura. Non sarà però, un ricambio totale. Ad uscire dovrebbero essere massimo in due. Erminio Restaino dalle Attività produttive, e probabilmente Vilma Mazzocco dall’Agricoltura. Poi forse qualche cambio di delega tra qualcuno degli assessori oggi in carica. In ogni caso, che fosse prevista nelle cose (e negli accordi) una staffetta o un corposo rimpasto di metà legislatura per rinnovare la giunta, che De Filippo (con la collaborazione di Speranza) confezionò dopo la vittoria bis nella primavera del 2010, è cosa nota. Ma non siamo a metà legislatura. Mancano una decina di mesi a quella scadenza. Le vicende delle ultime settimane però, - quelle che hanno investito il Palazzo (direttamente o indirettamente) con lo “scandalo” dell’Inceneritore Fenice e le indagini della Magistratura più i malumori palesati da più parti della maggioranza senza contare le fibrillazioni ormai acclarate all’interno del Pd lucano - hanno non solo messo in subbuglio tutta la politica lucana ma anche accelerato un inevitabile percorso di rinnovamento.
Di certo nel Pd e non solo già si fanno calcoli sul dopo Erminio Restaino. La situazione evidentemente sarà più chiara (manco a dirlo) dopo la riunione dei big del Pd di lunedì nella sede del partito regionale a Potenza. E non è chiaro nemmeno a tutti quelli che vi parteciperanno quali saranno le dinamiche o meglio quale sarà la scaletta. Di certo ci si aspettano “blitz” e inviti più o meno palesi nei confronti di Restaino a farsi da parte. Non sarà però, una “passeggiata”. Anzi. E’ previsto un clima infuocato.
Naturalmente la questione non è solo limitata al Pd. Anzi. Di certo la riunione di lunedì si aprira con una relazione “intensa” di Speranza che oltre a rilanciare il ruolo riformatore e innovatore del Pd all’interno della coalizione chiamerà gli stessi alleati a una maggiore coesione per il rilancio dell’azione di governo regionale. Quella coesione che tuttora manca. Probabile quindi, subito dopo il vertice democratico anche un tavolo del centrosinistra. In ogni caso Speranza, al di là della sostituziune di Restaino in giunta, punterà sulla necessità di “Primarie” per tutte le prossime scelte elettorali.
Ma su tutto c’è il tema del rimpasto. Ieri in consiglio è stato posto da più parti la necessità di un cambio della squadra di assessori. De Filippo però non darà il via a una rivoluzione. Sembrano blindate le posizioni di Mastrosimone (Idv), e Agatino Mancusi (Udc) anche se qualcuno “suggerisce un cambio di delega per via delle polemiche che hanno investito il Dipartimento all’Ambiente. Non dovrebbe essere a rischio Martorano che è blindatissimo da Folino così come sembra abbastanza apprezzata anche la Gentile. In dubbio la riconferma di Mazzocco che soffrirebbe la non “esplosione” a livello nazionale dell’Api di Rutelli e del Terzo polo e anche il non aver suscitato entusiasmi in questo primo anno e mezzo di consiliatura. Per questa postazione diverse ipotesi tra cui anche quella che va verso l’area di sinistra della coalizione (Sele in seconda battuta Psi). Il tema però caldo è sempre quello intestino al Pd. In pole per un ingresso in giunta c’è Marcello Pittella. Non è una novità. Ma non si può escludere nemmeno un colpo di scena che avrebbe preso corpo nelle ultime ore: Folino in giunta e lo stesso Pittella al suo posto alla presidenza del consiglio. Ipotesi che di fatto potrebbe “replicare” quello che accadde nel De Filippo bis della scorsa legislatura.

Salvatore Santoro

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