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Il pm che tifava De Magistris

Basilicata

Toghe lucane bis: spunta il nome di Simona Rossi tra i 13 magistrati che si opposero allo "scippo" dell'inchiesta Poseidone

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POTENZA - Dovrà farsene una ragione Nicola Cervone, lo 007 che si diceva convinto che a Catanzaro non restassero più sostenitori di quel gruppo di magistrati che aveva deciso di prendere di mira. Dovrà farsene una ragione ogni giorno fino a quando non si conoscerà il destino dell’inchiesta sulle toghe lucane-bis perchè tornando con la mente alle accuse che gli vengono rivolte penserà al magistrato che gliele muove e a quel documento datato marzo del 2007. C’è anche il nome di Simona Rossi tra quelli che sfidarono la decisione del procuratore capo di Catanzaro, Mariano Lombardi, dopo che decise di revocare la delega al pm Luigi De Magistris per l’inchiesta sull’utilizzo dei fondi per la costruzione di un sistema di nuovi depuratori in Calabria. L’avevano soprannominata "Poseidone" e in tredici ex colleghi del sindaco di Napoli, che all'epoca lavorava anche sui fascicoli della prima "toghe lucane" e dello scandalo "Why not", dichiararono di respingere «con fermezza e decisione le accuse lanciate con un comunicato stampa a firma del senatore Giancarlo Pittelli» che aveva commentato con favore quel provvedimento, ed esprimevano «preoccupazione per affermazioni che delegittimano l’intero ufficio della Procura della Repubblica di Catanzaro». Quella nota venne inviata alla giunta nazionale e distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati, chiedendo «di intraprendere le dovute iniziative a tutela non sono dei magistrati di quest’ufficio, ma dell’intera Magistratura». Tra i nomi in calce oltre a quello del procuratore aggiunto Mario Spagnuolo, quelli dei sostituti Salvatore Dolce, Maria Carla Sacco, Silvia Isidori, Marisa Manzini, Salvatore Curcio, Alessia Miele, Vincenzo Luberto, Andreana Ambrosino, Francesco De Tommasi, Antonia Salamida, Cristina Tettamanti, e Simona Rossi.
Simona Rossi è il pm che sta conducendo l’inchiesta soprannominata "Toghe lucane bis" che vede al centro Nicola Cervone e il sostituto procuratore generale di Potenza Gaetano Bonomi, con l’accusa di aver messo in piedi una società segretà specializzata nella redazione di esposti e dossier contro personaggi scomodi come il pm Henry John Woodcock.
Leo Amato

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