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Soriano: sindaco aggredito per l'assegnazione
dei loculi al cimitero

Basilicata

Due fratelli arrestati, per aver aggredito e preso a spintoni il primo cittadino di Soriano, Francesco Bartone. Al centro della contesa l’assegnazione di alcune postazioni al cimitero

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E' stato aggredito ieri mattina da due fratelli che richiedevano l'assegnazione di un epigeo, al posto di due loculi, al cimitero comunale, il sindaco di Soriano, Francesco Bartone, che ha dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso, che lo hanno rilasciato nella tarda mattinata con una prognosi di dieci giorni per lesioni riscontrate al capo e in diverse altre parti del corpo. Francesco Bartone ha presentato denuncia ai carabinieri della locale stazione. Probabilmente all'episodio hanno assistito dei testimoni.
Il sindaco - secondo quanto egli stesso ha raccontato - sì è visto aggredire dai due fratelli (originari del luogo ma attualmente residenti a Roma, venuti a Soriano in occasione della commemorazione dei defunti), nell'istante in cui, avendo inserito la chiave nella toppa, stava per spingere la porta della sua stanza ubicata nei locali del Comune, al centro del corridoio dove sono sistemati gli uffici comunali. I due individui, Salvatore (75) e Francesco Fusca (76), lo avrebbero spinto violentemente facendolo cadere sul pavimento e lì lo avrebbero aggredito e picchiato. Nel suo racconto Francesco Bartone ha evidenziato di avere gridato più volte aiuto. Poi, in qualche modo liberatosi, è corso nel corridoio e si è barricato nell'Ufficio Protocollo da dove ha chiamato i carabinieri. Stando a quanto il sindaco ha dichiarato ai militari, guidati dal capitano Stefano Esposito Vangone, l'aggressione si è consumata subito dopo un suo intervento, che sarebbe stato fatto per mediare, nell'Ufficio Tecnico, dove i due fratelli si erano recati per richiedere l'assegnazione, a loro dire legittima, del posto che, previo versamento della relativa somma, era stato assegnato nel recente passato ad un loro familiare al fine della tumulazione dei genitori, in particolare del padre che sarebbe adesso in fin di vita.
Ne sarebbe, a quanto pare, sorto un equivoco. Il posto indicato era, infatti, destinato ad epigeo e non a loculi. Peraltro, era stato già assegnato ad altro destinatario, che avrebbe regolarmente versato la somma richiesta qualche anno addietro, quando al Comune ad amministrare c’erano i commissari. Inutilmente il primo cittadino ha cercato di esporre le sue ragioni e quelle dell'Ufficio Tecnico ai due fratelli che sono stati rintracciati e posti in stato di fermo sono stati successivamente trasferiti in caserma a Serra San Bruno e poi ai domiciliari in considerazione delle gravi condizioni in cui versa il padre. La loro posizione con ogni probabilità verrà ulteriormente valutata e definita stamane dal magistrato di turno presso il tribunale di Vibo Valentia ma le accuse a loro carico al momento sono di oltraggio e violenza a pubblico ufficiale.

NUMEROSI GLI ATTESTATI DI SOLIDARIETA'
Ieri pomeriggio sono stati numerosi gli attestati di solidarietà a Francesco Bartone. In primis dalla Giunta comunale, e il presidente del Consiglio Angelo Sorace e il consiglio comunale hanno espresso solidarietà al sindaco e lo hanno invitato a non lasciarsi intimidire ed a proseguire nel suo operato nell'interesse della collettività, come ha sempre fatto e come continua a fare quotidianamente. Analoga dimostrazione di vicinanza e di stima è stata espressa anche dall’amministrazione comunale di Gerocarne e, in particolare, dal vicesindaco Bruno Schipano. Il brutto episodio è stato, inoltre, stigmatizzato da amici e parenti che nell'immediatezza sono andati a trovarlo per manifestare la loro vicinanza.

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