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Operazione antidroga denominata "Cavalleria"
nel Reggino, diciassette arresti

Basilicata

L'operazione scattata all'alba della Guardia di Finanza nei confronti di una rete di presunti spacciatori di droga, legato al clan Mazzaferro di Marina di Gioiosa Jonica

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E' scattata all'alba l'operazione della guardia di finanza della Compagnia di Locri per l'arresto di 17 persone ritenute appartenenti ad una presunta organizzazione accusata di essere dedita al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. Gli arrestati, secondo l’accusa, sono legati alla cosca Mazzaferro, operante a Marina di Gioiosa Ionica, e dove era attiva la presunta organizzazione smantellata con l’operazione di stamani, a cui hanno partecipato oltre 80 finanzieri, unità cinofile antidroga e un elicottero. Le ordinanze cautelari sono state emesse nei confronti di 19 soggetti, 17 dei quali condotti in carcere.
Secondo le indagini gli arrestati, avevano trasformato in un vero e proprio «market della droga». I finanzieri, oltre agli arresti, hanno notificato anche due misure di obbligo di dimora nel luogo di residenza. Le indagini sono andate avanti per oltre tre anni ed hanno messo in luce come il centro dello spaccio era localizzato nell’area di Marina di Gioiosa Jonica denominata «Cavalleria» dove, tra l’altro, risiedono numerosi arrestati, alcuni dei quali sono ritenuti dagli investigatori organici alla cosca di 'ndrangheta dei Mazzaferro, attiva su tutta la fascia ionica della provincia.
I componenti l’organizzazione, secondo quanto emerso dalle indagini, usavano un codice di riferimento utilizzando parole diverse per indicare la droga: «legno», «magliette», «frutta», «caffè».
Le indagini sono risultate particolarmente difficoltose per il contesto territoriale in cui si sono svolte, caratterizzato, hanno sostenuto gli investigatori, da un’alta densità mafiosa che ha reso complicata l’attività di osservazione. Nel corso delle indagini, sei spacciatori erano stati arrestati in flagranza di reato ed erano stati sequestrati 200 grammi di cocaina e due chili fra eroina, marijuana e hascisc. L’operazione è stata coordinata dal procuratore della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri e del sostituto procuratore Francesco Tedesco.

LA CONFERENZA STAMPA
Il procuratore della Repubblica, Giuseppe Pignatone, partecipando alla conferenza stampa nella sede del comando provinciale della Guardia di Finanza, per illustrare i particolari dell’indagine che ha portato all’arresto di 17 persone, tra cui una donna, tutte appartenenti alle cosche di Marina di Gioiosa Ionica ha dichiarato: «E' un’operazione che conferma il carattere strategico del traffico di sostanze stupefacenti per le cosche della 'ndrangheta».
«Non si tratta, ovviamente – ha aggiunto Pignatone – della capacità di accumulare ingenti capitali da destinare ad operazioni legali, ma riguarda il complesso dei rapporti criminali internazionali di cui la 'ndrangheta è certamente uno dei riferimenti più importanti».
«Tre anni di indagini – ha sostenuto il procuratore aggiunto Nicola Gratteri – condotte in maniera esemplare dagli uomini della compagnia della Guardia di Finanza di Locri che hanno ricostruito un quadro indiziario determinante e liberato dall’incubo della droga decine e decine di famiglie di tossicodipendenti. Il lavoro investigativo, inoltre, grazie ad intere giornate di appostamenti e controlli telefonici, ha permesso di ricostruire la rete dell’approvvigionamento e dello spaccio degli stupefacenti, estesa alla Piana di Gioia Tauro ed alla Capitale».

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