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Arpacal, tre persone indagate
per abuso d’ufficio in concorso

Basilicata

Avviso di garanzia notificato a Maria Maddalena Di Lieto, Antonio Scalzo e Domenico Lemma. Abuso d’ufficio in concorso l’accusa ipotizzata dal pm Gerardo Dominijanni

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L'inchiesta ruota attorno alla presunte illeggitime nomine all'Arpacal, denunciate da un dirigente e ipotizzate dal sostituto procuratore, Gerardo Dominijanni che ha già emesso un avviso di garanzia a carico di tre persone per abuso d'ufficio in concorso. L'accusa, dalla quale sono chiamati a difendersi Maria Maddalena Di Lieto, Antonio Scalzo (attuale consigliere regionale del Pd) e Domenico Lemma (nelle rispettive qualità di responsabile del procedimento “incriminato”, di direttore scientifico e di commissario), è legata all'ammissione del sindacalista, Francesco Caparello, al concorso pubblico per dirigente amministrativo presso l'Arpacal e al successivo incarico di responsabile di struttura semplice, conferito, oltre che a quest'ultimo, anche a Pietro De Sensi e Giuliano Giuseppe, in data 19 febbraio del 2008.
Da qui la decisione del magistrato di spedire gli ispettori del Nisa ad acquisire, contestualmente alla notifica dell'avviso di garanzia, tutta la documentazione relativa alla posizione dei tre dirigenti, al fine di verificare la sussistenza delle irregolarità che avrebbero inficiato le nomine in questione. A cominciare da quella di Caparello, rispetto al quale, nella denuncia presentata in Procura, si parla di irregolarità concorsuali e di incompatibilità di cumulo tra impieghi e incarichi, ovvero tra le funzioni di dirigente del personale e quella di dirigente sindacale che, a tutt'oggi, riveste. Analoghe violazioni sarebbero state ipotizzate anche rispetto al conferimento dell'incarico di Struttura semplice agli altri due dirigenti, quando ancora gli stessi stavano svolgendo il periodo di prova e prima dei cinque anni di attività dirigenziale nella posizione iniziale, con tanto di maggiorazione stipendiale. Presunti abusi, dunque, denunciati nero su bianco da un dirigente dell'Arpacal e segnalati dallo stesso commissario dell'Agenzia, Rita Santagati, nelle relazioni presentate, di volta in volta, al Consiglio regionale, senza che, tuttavia, nessuno degli organi competenti ne abbiano mai avallato la fondatezza.

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